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La Boldrini pone tre condizioni alle politiche d’austerity

La Boldrini pone tre condizioni alle politiche d’austerity
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“Molti Paesi hanno adottato politiche di rigore dal forte impatto sociale”, ha dichiarato il presidente della Camerama. “Esse possono essere accettate dai cittadini a tre condizioni: che siano attuate per brevi periodi, che siano affiancate da misure di crescita e che i membri delle istituzioni diamo il buon esempio”

“I Parlamenti europei chiedono con forza una nuova direzione per l’Europa”. Cosi’ la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha concluso i lavori della conferenza internazionale “Il valore dell’Europa”. “Nessuno di noi vuole tornare ad una gestione poco attenta dei conti pubblici, ne’ evitare di rafforzare i meccanismi per garantire il rispetto dei diritti fondamentali nell’UE. Occorre pero’ un miglior equipaggiamento per la nostra nave comune, in modo che possa recuperare la fiducia dei cittadini e continuare ad essere un modello per il resto del mondo. E questo lo dico anche agli ‘euro-realisti’ presenti, ribadendo che nessuno di noi puo’ farcela da solo e che seguire i populisti che reclamano meno Europa non ci portera’ lontano”. E questo e’ un compito che “spetta in via prioritaria ai Parlamenti”.

“Molti dei nostri Paesi hanno dovuto mettere in atto politiche di rigore molto dure, dal forte impatto sociale”, ma esse possono essere accettate dai cittadini a tre condizioni: che siano attuate per brevi periodi, che siano affiancate da misure di crescita e che noi membri delle istituzioni diamo il buon esempio, dimostrando di essere pronti anche noi a fare sacrifici”.

Per la presidente Boldrini esistono poi alcune criticita’ ed alcune opportunita’. “D’importanza cruciale devono essere le politiche pubbliche, per orientare gli investimenti in formazione ed innovazione, veri propulsori della crescita. Con cio’ non s’intende aumentare la spesa pubblica, ma far si’ che le nostre politiche economiche siano piu’ coordinate a tutti i livelli e che abbiano un disegno strategico e di lungo termine. Disegno che non sempre, a livello nazionale ed europeo, c’e’ stato finora”.

Inoltre “il ruolo delle istituzioni degli Stati membri dell’UE e’ cruciale anche nel garantire l’effettivita’ dei diritti umani, che non puo’ e non deve essere delegato esclusivamente all’Unione europea. Sta anche all’UE, pero’, saper intervenire con efficacia qualora un Paese membro violi sistematicamente i diritti fondamentali. Violazioni che, come hanno sottolineato i relatori che hanno parlato oggi, riguardano ambiti nuovi – la rete, ad esempio, con la crescita esponenziale dei crimini d’odio, del cyber-harassment e del cyber-bullying – e non, come le discriminazioni di cui soffrono ancora le minoranze religiose, le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, i migranti ed i rifugiati. Voler tutelare maggiormente i diritti non e’ una questione di principio. I diritti violati con impunita’ minano proprio la fiducia dei nostri cittadini”.

Concludendo la presidente Boldrini ha affermato che “abbiamo bisogno di un’Europa piu’ forte, che risponda ai populismi dimostrando cio’ che sa fare e rilanciando la crescita e l’occupazione, tuttora insufficienti in troppi Paesi membri. Abbiamo bisogno di un’Europa che tutela i diritti fondamentali – di tutti i diritti fondamentali – con efficacia e determinazione. Abbiamo bisogno di un’Europa che sappia ispirare i nostri vicini ed i Paesi piu’ lontani ed alla quale i cittadini europei possano guardare con fiducia e speranza”. “Sono certa che, nonostante i problemi che stiamo vivendo, cio’ accadra’ e che sapremo dar vita alle decisioni che i nostri concittadini si aspettano da noi”.