Di Tommaso Cinquemani
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Barbara Spinelli avrebbe deciso: si terrà il seggio a Bruxelles, quel seggio che proprio prima delle elezioni aveva assicurato di non voler tenere. La sua doveva essere una candidatura di facciata, per portare voti, come ha fatto Moni Ovadia, e ora invece si è trasforma in una elezioni a tutti gli effetti. Rifugiatasi a Parigi per sfuggire alle pressioni dei giornali, la Spinelli ora dovrà decidere in quale circoscrizione tirarsi indietro.
Una decisione non da poco visto che da questo dipenderà l’entrata nel Parlamento europeo di Marco Furfaro, primo tra i non eletti nella circoscrizione Centro, o di Eleonora Forenza, arrivata seconda al Sud. Le cose si fanno complicate perché i due candidati appartengono a due partiti diversi. Furfaro è infatti di Sinistra Ecologia e Libertà, mentre Forenza è di Rifondazione comunista, due partiti che si erano alleati per correre alle Europee sotto la bandiera dell’Altra Europa con Tsipras. Scegliere una circoscrizione piuttosto che un’altra per la Spinelli sarebbe come scegliere tra Vendola e Ferrero.
Nella scelta non valgono neppure le preferenze espresse dai cittadini visto che il candidato di Sel ha raccolto una manciata di voti, meno di mille, in più di Eleonora Forenza. Sembra allora che la Spinelli sia arrivata alla conclusione che sia meglio non decidere e lasciare fare alla Cassazione che in questo caso procederebbe ad estrarre la circoscrizione in cui la giornalista si ritirerà.


