Il Presidente della Commissione europea ha parlato davanti all’Aula di Strasburgo per difendersi dalle accuse contenute in una mozione di sfiducia firmata da Front National, Ukip, M5S e Lega Nord. “Ho promesso che riformerò il sistema fiscale in Europa e lo farò”, ha detto Juncker che è accusato di aver concesso condizioni di favore a trecento multinazionali nel periodo in cui è stato premier del Lussemburgo.
Per i firmatari della mozione Juncker non è degno di guidare l’Europa perché ha agito contro i principi di solidarietà quando era a capo del Granducato. “Ha permesso ad aziende di pagare meno tasse, arricchendo i lussemburghesi e impoverendo i francesi”, ha dichiarato la Le Pen. Juncker si è difeso spiegando che non ha deciso lui le regole fiscali del Lussemburgo, né il ‘tax ruling’ e che quindi non si può parlare di un ‘sistema Juncker’.
La svolta ora sarà affidata a Pierre Moscovici, il quale avrà il compito di creare un sistema europeo di scambio automatico di informazioni che permetterà di avere una Europa più omogenea dal punto di vista fiscale. Un passo verso quella unione fiscale che molti vorrebbero vedere applicata accanto all’unione monetaria e all’ormai testata unione bancaria.
La mozione verrà votata giovedì a mezzogiorno. Juncker non dovrebbe avere da che preoccuparsi visto che Pse, Ppe e i liberali voteranno compattamente contro. “E’ una boutade politica”, ha dichiarato il leader dei liberali dall’Aula riferendosi alla mozione di sfiducia.

