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Manifesti xenofobi, gli euroscettici dell’Ukip nella bufera

Manifesti xenofobi, gli euroscettici dell’Ukip nella bufera
Ukip ape
“Ventisei milioni di persone in Europa cercano lavoro. E vogliono il tuo”. E’ polemica sui cartelloni elettorali affissi a Sheffield, nel nord dell’Inghilterra, dal partito euroscettico guidato da Nigel Farage. I laburisti e i conservatori: “Sono razzisti e xenofobi”
Manifesti xenofobi, gli euroscettici dell’Ukip nella bufera
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Manifesti xenofobi, gli euroscettici dell’Ukip nella bufera
Manifesti xenofobi, gli euroscettici dell’Ukip nella bufera

Prende il via tra le polemiche in Gran Bretagna la campagna elettorale del partito euroscettico ‘Ukip’, in vista del voto del 22 maggio. A Sheffield, nel nord dell’Inghilterra, sono stati affissi manifesti giudicati “razzisti e xenofobi” da laburisti e conservatori. Nei cartelli, gli euroscettici invitano gli elettori a “riprendere il controllo del Paese” e puntano il dito contro la politica europea sull’occupazione che ha “colpito duramente i cittadini britannici con lavoro a basso costo senza limiti”: “Ventisei milioni di persone in Europa cercano lavoro. E vogliono il tuo”, si legge in un cartellone.

Dure critiche al partito euroscettico sono arrivate sia dai laburisti, sia dai conservatori: Mike Gapes, parlamentare dei Labour, ha parlato di manifesti “razzisti”, mentre il conservatore Nicholas Soames, nipote di di Winston Churchill, ha sottolineato come siano “profondamente divisivi, offensivi e ignoranti”. “La campagna dell’Ukip è razzista, si tratta di una campagna elettorale xenofoba disegnata per conquistare voti alimentando l’ostilità nei confronti degli stranieri che vivono, lavorano e contribuiscono a questo Paese”, ha commentato Gapes.

Il leader degli euroscettici, Nigel Farage, sposato con una cittadina tedesca, ha replicato sottolineando che obiettivo dei poster è mettere in evidenza che l’influsso del lavoro a basso costo da parte di stranieri ha portato a un crollo dei salari e all’aumento della disoccupazione giovanile.

Forte dei sondaggi che lo danno avanti rispetto al Partito Conservatore del premier David Cameron, e superato solo dai Labour, l’Ukip spera di attrarre un gran numero di voti e di arrivare primo alle elezioni. Farage ha annunciato che una vittoria alle europee provocherebbe un “terremoto politico” che porterebbe l’Ukip a conquistare i primi seggi nel Parlamento britannico nel 2015 e imporrebbe un cambio di passo nei rapporti tra Londra e l’Ue.

L’uscita della Gran Bratagna dall’Unione europea e la chiusura del Paese agli immigrati, soprattutto quelli del Vecchio Continente, è tra i punti al centro del programma dell’Ukip. Secondo i sondaggi, il tema dell’immigrazione è tra i principali che condizioneranno il voto dei cittadini britannici e il premier, David Cameron, è sotto pressione per rispettare la promessa di ridurre il numero di immigrati di “decine di migliaia” entro il 2015. Il primo ministro ha inoltre promesso ai cittadini che se dovesse essere rieletto l’anno prossimo sarà indetto un referendum sulla proposta di abbandonare l’Ue: una possibilità che vede la netta opposizione di laburisti e liberaldemocratici.