Di Tommaso Cinquemani
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Fratelli d’Italia ha un’asticella molto alta da superare: il 4%. E’ questa infatti la soglia di sbarramento sotto la quale la creatura guidata da Giorgia Meloni rischia di non entrare al Parlamento di Strasburgo. Le potenzialità per farcela ci sono. FdI ha ereditato il simbolo di Alleanza Nazionale che è stato inserito all’interno del logo con il quale correranno alle elezioni di maggio. Un bel richiamo per i nostalgici del Fini pre-predellino. Giorgia Meloni, incoronata segretario del partito da un giro di primarie, guiderà le liste in tutte le circoscrizioni. L’effetto traino, dicono i sondaggisti, è assicurato: la Meloni piace. Anche se per adesso tutti gli istituti demoscopici danno il partito al 2-3%.
Una candidatura di peso sarà quella di Gianni Alemanno. L’ex sindaco di Roma correrà in seconda posizione nella circoscrizione del Sud Italia dove promette di raccogliere un bel po’ di voti nonostante l’amministrazione di Roma non sia stata una delle migliori nella storia della Capitale. L’ex sindaco era a Bruxelles il due aprile, insieme alla Meloni, per incontrare Marine Le Pen, la leader carismatica del Front National. “Gianni Alemanno è una personalità defilata della politica italiana”, ha scritto Le Monde, “che non nasconde la sua attivista passata nella destra radicale”.
Nella circoscrizione Nord occidentale invece correrà Carlo Fidanza, uno degli astri nascenti del partito, già europarlamentare di FdI e capodelegazione a Strasburgo con un largo seguito sul territorio. Nella circoscrizione Nord orientale invece ci sarà Magdi Cristiano Allam. Convertito al cattolicesimo nel 2008, il giornalista di origini egiziane è stato eletto a Strasburgo nelle fila dell’Udc con 40mila preferenze. Ha poi abbandonato il Ppe e ha fondato un suo movimento ‘Io amo l’Italia’. Al Centro invece sarà Marco Scurria a correre per FdI. Storica colonna dell’An capitolina, Scurria ha raccolto alle scorse Europee più di 100mila preferenze e promette di fare altrettanto a maggio.
