La presidenza lussemburghese di turno dell’Unione europea ha deciso di convocare un altro Consiglio Ue Straordinario di Giustizia e Affari interni, il prossimo 22 settembre. La decisione arriva dopo il fallimento dell’ultima riunione in cui gli Stati membri non sono riusciti a trovare un consenso sul piano per il ricollocamento di altri 120mila rifugiati da Italia, Grecia e Ungheria.
Accontentata così la Germania, che aveva fatto pressing sui leader europei per la convocazione di un nuovo vertice Ue straordinario sulla crisi migratoria. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, aveva annunciato di aver chiesto la convocazione di un summit speciale per la prossima settimana al termine di un colloquio a Berlino con il collega austriaco. E l’Ue l’ha accontentata.
La maggioranza dei Paesi Ue è d’accordo e avrebbe la forza per imporre il programma con un voto a maggioranza qualificata, ma resta l’opposizione del blocco formato da Slovacchia, Repubblica ceca, Polonia e Ungheria, che si era cercato di superare in maniera diplomatica. I problemi maggiori arrivano proprio dal Paese governato da Viktor Orban che ha richiesto di essere escluso dal programma. Un’altra riunione era già in programma l’8 ottobre, ma da più parti, a cominciare dalla Commissione europea, erano arrivate richieste per far sì che l’incontro avvenisse più presto. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, sta intanto tenendo diversi colloqui con i leader Ue. Sul tavolo ancora tanti problemi e ostacoli. Ora l’Ue prova a spingere sull’acceleratore.
