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Migranti, scontro Germania-Grecia. “Fate i compiti”. “Voi aiutateci”

La Germania pressa la Grecia sull’emergenza migranti: “Fate i compiti, dovete rafforzare i confini”. Atene non ci sta: “Da voi nessun aiuto. Un sostegno alla Macedonia? Sarebbe illegale”

“Faremo pressione sulla Grecia perché faccia i compiti”. Lo ha assicurato il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maiziere ad Amsterdam per il vertice Ue su migranti e Schengen. “Vogliamo salvare Schengen, vogliamo soluzioni europee comuni ma il tempo sta scorrendo”, ha avvertito de Maiziere. “La Grecia deve rinforzare le risorse (alle frontiere) e accettare aiuto”, ha invece affermato il ministro dell’Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner, che nei giorni scorsi aveva ventilato l’esclusione temporanea di Atene da Schengen. “Se non riusciremo a rendere sicuri i confini esterni dell’Europa, il confine greco-turco, allora la frontiera esterna europea diventera’ quella dell’Europa centrale”, ha aggiunto Mikl-Leitner.

La reazione greca non si è fatta attendere ed è arrivata su un tema strettamente connesso. L’ipotesi di un sostegno alla Macedonia per meglio controllare gli arrivi di migranti dal confine greco “non è una buona idea” e sarebbe “illegale” metterla in pratica. Il ministro delle politiche migratorie del governo Tsipras, Ioannis Mouzalis, ne ha parlato a margine del Consiglio informale Affari Interni e Giustizia, in corso ad Amsterdam, ricordando che “la gestione dei migranti che sbarcano in Grecia non è solo un problema greco ma riguarda l’intera Europa, e va gestito a livello europeo”. Il ministro ha chiesto di “mettere fine al gioco di accuse” che responsabilizzano solo Atene per la cattiva gestione dei flussi di migranti.

“Sappiamo di essere in ritardo con la realizzazione delle strutture di accoglienza e degli hotspot, ma stiamo facendo il possibile, e non è facile per un piccolo paese di 9 milioni di abitanti far fronte a migliaia di arrivi ogni giorno”. Le frontiere marittime greche, ha ricordato, sono molto più vicine alle coste turche di provenienza di qualsiasi altra, e “non si possono costruire barriere in mare”. Inoltre, ha aggiunto difendendo la Grecia da quella che ha definito “un gioco di accuse”, in cui “le verità si alternano alle bugie”, non è vero che la Grecia non vuole l’aiuto di Frontex: “ma di quello che abbiamo chiesto, abbiamo ottenuto solo una parte, sia in termini di uomini che di mezzi per gestire l’emergenza”, ha osservato. “Non vogliamo che il nostro mar Egeo diventi un cimitero”.