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Migranti, la svolta passa dal lessico. Renzi e Hollande aboliscono le ‘quote’

Migranti, la svolta passa dal lessico. Renzi e Hollande aboliscono le ‘quote’
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Accordo trovato tra Renzi e Hollande sulla crisi dei migranti, ma per farlo mandare giù agli altri leader europei e all’opinione pubblica non bisogna più parlare di ‘quote’, ma

L’incontro ad Expo tra il presidente del consiglio italiano, Matteo Renzi, e il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, è servito a trovare un punto d’incontro tra i due sul tema dei migranti. Renzi vuole che l’Europa ci mette la faccia e che Bruxelles aiuti Roma non solo a salvare i disperati sui barconi, ma anche a dividerli tra i Paesi dell’Unione.

Hollande appoggia il piano di Renzi quasi totalmente, ma chiede che l’Italia si impegni a creare dei centri di identificazione e rimpatrio sul suo territorio. E che lo faccia in maniera seria, non come adesso, dove solo tre migranti su dieci sono registrati. Ma per far mandare giù l’accordo agli altri capi di Stato e di governo al vertice a Bruxelels di fine settimana, i due hanno concordato di abolire il termine ‘quota’ che ricorda una imposizione. Si parlerà invece di condivisione o di ripartizione. Obbligatoria, si intende.

In molti criticano Renzi sui numeri: la ripartizione di 40 mila migranti tra quelli italiani e greci è una goccia nel mare, ma per il premier si tratta di una vittoria. Fare passare il principio della condivisione crea il precedente, poi nulla tornerà ad essere come prima.

“Tra Francia e Italia le relazioni sono buone sotto ogni punto di vista”, afferma Hollande rispondendo alla domanda di una giornalista italiana. Dopo aver premesso che “la Francia non ha chiuso le frontiere”, ma applicato le regole previste dall’accordo di Dublino, ha aggiunto che “il tema del prossimo consiglio europeo dovrà essere: cosa può fare ogni paese perché si agisca in maniera umana, rispettosa delle dignità delle persone”.

Il sistema delle quote è infatti da superare, “occorre un meccanismo alternativo”. Musica per le orecchie di Matteo Renzi che sperava, alla vigilia dell’incontro, di sentire pronunciare proprio la parola “solidarietà” dal collega europeo. Il presidente del consiglio italiano ha potuto quindi dichiararsi ottimista per un accordo in sede europea e ha sottolineato che, sul tema immigrazione, “deve prevalere un binomio di solidarietà e responsabilità. No ad isterie e no ad egoismi di nessun genere. Serve un approccio non muscolare. Il tema degli immigrati non si affronta dicendo che è il problema di un solo Paese. Su questo c’è identità di vedute tra Francia e Italia”.