Il consiglio straordinario dei ministri degli Affari interni di lunedi’ approvera’ lo schema di redistribuzione di 40mila richiedenti asilo proposto a maggio dalla Commissione europea per venire incontro all’emergenza in Italia e Grecia. Si tratta di una delle due proposte dell’esecutivo comunitario in tema di immigrazione e “la decisione e’ stata presa su 40mila persone e resta per quarantamila persone”, ribadiscono fonti comunitarie. Il fatto che allo stato attuale i Paesi membri si siano accordati per un’effettiva redistribuzione di 32mila persone “non significa che l’impegno per i 40mila venga meno”. C’e’ ancora tempo, e i ministri dei ventotto lunedi’ adotteranno formalmente il meccanismo approvato dal Consiglio europeo a fine luglio.
A Bruxelles le discussioni che precedono il consiglio Affari interni straordinario di lunedi’ sull’emergenza immigrazioni sono “costruttive” e il clima generale “e’ positivo”, e date le premesse lunedi’ ci si attende che gli Stati membri dell’Ue “possano raggiungere un accordo di principio” sulla proposta della Commissione europea di redistribuire 120 mila richiedenti asilo da Italia, Grecia e Ungheria all’interno dell’unione. Lo rilevano fonti comunitarie, spiegando che sebbene per approvare le proposte della Commissione basti la maggioranza qualificata, si lavora per trovare un consenso piu’ unanime possibile. Questo sarebbe l’obiettivo della presidenza lussemburghese del Consiglio Ue, perche’, sottolineano a Bruxelles, un consenso unanime manderebbe un segnale politico piu’ forte e darebbe l’idea di un’Europa unita che offre una risposta europea.
Un accordo politico formale sulle nuove proposte della Commissione europea in tema di immigrazione sara’ raggiunto dal Consiglio Ue l’8 ottobre, in occasione della seduta formale dei ministri degli Affari interni. Lo riferiscono fonti comunitarie, precisando che la riunione straordinaria del consiglio Affari interni di lunedi’ potra’ produrre un accordo di principio su cui pero’ dovra’ esprimersi il comitato giuridico del Consiglio. Prima di dare il via libera effettivo, spiegano a Bruxelles, occorre dar tempo agli esperti legali di capire quali ripercussioni puo’ avere la nuova agenda della Commissione, con i meccanismi di redistribuzione straordinario per i 120mila richiedenti asilo per le emergenze attuali e il meccanismo permanente da attivare ad ogni nuova situazione di crisi. Per una valutazione giuridica ci vogliono “almeno un paio di settimane”, precisano le fonti Ue, e l’auspicio e’ di poter dare il via libero definitivo in occasione del consiglio Affari interni di ottobre.

