Una campagna d’odio contro i migranti studiata a tavolino dal governo. E’ la durissima accusa di un ufficiale militare ungherese all’esecutivo guidato dal premier Viktor Orban. L’ammissione indiretta arriva dopo mesi di polemiche scaturite dai manifesti anti-immigrazione esibiti per le strade di Budapest e di tutto il Paese da parte del governo ungherese. Gli slogan scelti erano molto duri: “Se venite in Ungheria, non si possono portare via posti di lavoro agli ungheresi”, oppure: ” Se venite in Ungheria, dovete rispettare la nostra cultura!”
Insomma, non proprio il massimo dell’accoglienza per chi arriva da fuori. In più, stranamente, i manifesti difficilmente potevano essere compresi dai migranti, perché sono scritti in lingua ungherese. I manifesti – ampiamente ridicolizzati sui social media – facevano parte di una più ampia campagna anti-immigrazione guidatoa dal primo ministro Viktor Orbán in risposta ad un aumento dei richiedenti asilo. La campagna comprendeva un questionario pubblico che collega la migrazione al terrorismo e mirava a incolpare le politiche dell’Ue ritenute troppo tenere sull’afflusso di rifugiati .
Orban si era difeso dalle critiche dicendo che la campagna di poster era stata ideata solo in difesa della cultura e della cittadinanza magiara, ma ora un ufficiale ungherese ha ammesso che i manifesti erano in realtà volti a istigare odio contro i migranti .
Un ufficiale militare ha infatti fatto trapelare pubblicamente che dietro la campagna c’era la precisa volontà del governo Orban di suscitare odio verso i migranti utilizzando anche le frange di ultras di estrema destra delle squadre di calcio ungheresi. La decisione di ammettere che tutto era stato studiato a tavolino è arrivata dopo le tensioni degli ultimi giorni con la brutta figura a livello mondiale fatta dall’Ungheria per l’atteggiamento duro verso i profughi siriani, proprio mentre Austria e Germania aprivano le loro porte. Ma Orban sembra non curarsi di nulla e prepara un nuovo pacchetto di severe misure anti migranti.

