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Immmigrazione, ecco come funziona la redistribuzione. Renzi: creato il precedente

Immmigrazione, ecco come funziona la redistribuzione. Renzi: creato il precedente
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L’Ue ha dato l’ok alla redistribuzione di 40 mila migranti. Per molti l’accordo del Consiglio sull’immmigrazione è al ribasso, perché non vincolante, ma per Renzi è un successo: è stato creato il precedente

Matteo Renzi si sfrega le mani e tira un sospiro di sollievo. Per un momento, durante il Consiglio Ue riunito a Bruxelles, ha temuto che l’accordo sulla redistribuzione dei migranti abortisse. Ha dovuto alzare la voce, minacciare di lasciare il tavolo, ma alla fine ha ottenuto quello che sperava.

L’Unione europea redistribuirà al suo interno 40 mila migranti entro due anni, a cui se ne aggiungeranno altri 20 mila, la cui suddivisione sarà decisa in uno step successivo. Nessuna quota vincolante. Ogni Stato potrà decidere in maniera semi-autonoma quante persone accogliere. Sono esclusi dall’accordo Danimarca, Gran Bretagna e Irlanda poiché hanno il diritto di derogare alle decisioni prese dall’Ue in materia di immigrazione. Ma il Consiglio ha deciso anche di dispensare Ungheria e Bulgaria, che ricevono un forte flusso migratorio da Turchia e Serbia.

Sul principio della non obbligatorietà in molti hanno sollevato critiche, denunciando un accordo al ribasso. Ma per Renzi è una occasione d’oro. Al di là delle cifre in termini assoluti, il presidente del Consiglio è riuscito a fare passare un principio: l’immigrazione non è affare dei singoli Stati ma dell’Unione europea. È un precedente che apre le porte a future redistribuzioni e ad un allargamenti del principio di solidarietà.

In cambio però l’Unione europea vuole qualcosa dall’Italia. Su Roma sono piovute critiche da più Stati sul modo in cui gestiamo la crisi. Il nostro Paese infatti si farebbe sfuggire, in maniera più o meno consapevole, la maggior parte dei migranti sbarcati, che non verrebbero registrati. Secondo il diritto internazionale infatti un migrante deve rimanere nello Stato di primo approdo, ma se non viene identificato, nessuno sa che è ‘approdato’ e quindi è libero di spostarsi in Francia, Germania e ancora più al nord.

Ecco perché all’Italia è stato chiesto, in cambio della redistribuzione dei migranti, controlli più stringenti e la costruzione di nuovi centri di accoglienza e di identificazione in cui i migranti saranno identificati. Quelli economici saranno rimpatriati, mentre i richiedenti asilo potranno rimanere in attesa che un giudice stabilisca se hanno il diritto di rimanere in Europa sotto la protezione internazionale.

Da questo principio ne deriva che i 40 mila redistribuiti saranno solamente richiedenti asilo, e per non sbagliare la Germania ha imposto che la nazionalità sia eritrea o afghana. Paesi in guerra in cui tutti i cittadini sono potenzialmente rifugiati.