Il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza il parere favorevole alla proposta della Commissione per il ricollocamento urgente di 120.000 rifugiati da Italia, Grecia e Ungheria. I voti a favore sono stati 372, i contrari 124, 53 gli astenuti. Ora la palla passa al Consiglio del prossimo 22 settembre fare un ulteriore passo verso la soluzione dell’emergenza.
Danimarca ne accogliera’ 1.000 su base volontaria – La Danimarca, uno dei Paesi contrari alle quote Ue, e’ disposta ad accogliere 1.000 rifugiati, su base volontaria, ossia al di fuori dei 120.000 che saranno ripartiti tra i Paesi Ue. Lo ha annunciato il premier Lars Lokke Rasmussen, ribadendo che Comenaghen vuole mantenere il controllo delle sue politiche sull’immigrazione, “che non sara’ imposta da Bruxelles”. Rasmussen ha riconosciuto la “situazione eccezionale” che vive l’Europa e la necessita’ di adottare “soluzioni comuni”. Rasmussen presentera’ la sua offerta oggi a Btruxelles al presidente della Commissione Jean Claude Juncker e al presidente del Consiglio Donald Tusk.
Ministro ceco, possiamo accoglierne 15.000 – La Repubblica Ceca, che fa parte del blocco dei Paesi dell’est europeo contrari alle quote, potrebbe accogliere 15.000 migranti per far fronte al bisogno di manodopera nel Paese. Lo ha affermato il ministro per i Diritti umani Jiri Dienstbierm in una intervista al quotidiano Pravo, dividendo i 15.000 in 5.000 lavoratori e 10.000 familiari. Il ministro ha ricordato che secondo le ultime stime, l’industria ceca ha bisogno di 100.000 operai qualificati. “Parto dalla proposta di Confindustria, che e’ disposta a impiegare immediatamente almeno 5.000 rifugiati, in base alla loro qualifica”, ha affermato. “Il governo ceco ha detto che il nostro contributo sara’ su base volontaria e quanto sto affermando e’ in linea con tale orientamento”, ha aggiunto Dienstbierm. La cifra di 15.000 e’ di gran lunga superiore ai 2.978 previsti dal piano di ripartizione dell’Ue, a cui finora Praga si e’ opposta.
Ungheria, “critiche bizzarre per repressione violenti” – L’Ungheria respinge le critiche della comunita’ internazionale per l’uso di idranti e lacrimogeni contro i migranti al confine con la Serbia. Il ministro degli Esteri di Budapest, Peter Szjjarto, ha parlato di dichiarazioni “bizzarre e scioccanti” e ha affermato che coloro che si schierano con le persone che lanciano pietre contro la polizia “incoraggiano la violenza”. Il ministro ha dichiarato inoltre fallita la politica europea sull’asilo e ha annunciato che l’Ungheria proporra’ misure alternative. A parlare di un trattamento “inaccettabile” nei confronti dei migranti era stato anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che si era detto “scioccato nel vedere come sono stati trattati migranti e rifugiati”. “Si tratta di persone che fuggono dalla guerra e dalla persecuzione devono essere trattati con dignita’ umana”, aveva affermato Ban.

