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Migranti, siluro Ue sulla Grecia: “Carente il controllo dei confini”

Pesante critica del vicepresidente della Commissione Europea Dombrovskis ad Atene: “Nel gestire i flussi di migranti in arrivo sulle sue coste sta trascurando seriamente il rispetto dei suoi obblighi e mostra serie carenze nel controllo delle frontiere esterne”

Nel gestire i flussi di migranti in arrivo sulle sue coste “la Grecia sta trascurando seriamente il rispetto dei suoi obblighi e mostra serie carenze nel controllo delle frontiere esterne” dello spazio Schengen. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, al termine della riunione settimanale del collegio dei commissari. Nella repubblica ellenica “molto deve essere fatto per assicurare il controllo effettivo delle frontiere esterne”, ha aggiunto Dombrovskis, precisando che al momento le criticità greche riguardano i controlli insufficienti dei documenti di chi arriva e la carenza di trasmissione delle informazioni relative alle impronte digitali prese. Ma alla Grecia si chiede di “fare di più” anche per quanto riguarda l’accoglienza e i rimpatri.

Durante la riunione di oggi, il collegio dei commissari europei ha quindi discusso la proposta di estendere oltre sei mesi la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne dei Paesi dell’Ue, come previsto dal codice di Schengen e come richiesto da alcuni Stati membri. L’articolo 26 del codice Schengen prevede che in caso di perdurare di situazione eccezionali che mettono a rischio la sicurezza interna, gli Stati membri possono chiedere alla Commissione europea di avvalersi della possibilità di estendere oltre un periodo di sei mesi i controlli introdotti provvisoriamente al confine con un altro Stato membro dell’Ue. Secondo tale regola, di sei mesi in sei mesi, si possono reintrodurre i controlli alle frontiere interne fino a un massimo di due anni. Constatando le carenze nel controllo delle frontiere, Dombrovskis ha anche riconosciuto che “l’Europa sta affrontando una crisi di migranti senza precedenti”.