Ci sono tre stati membri dell’Ue che ancora fanno resistenze al piano della Commissione europea per il meccanismo straordinario di redistribuzione di 120mila migranti e il meccanismo permanente in caso di nuove crisi.
Fonti comunitarie riferiscono che a essere contrari al nuovo pacchetto immigrazione sono Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, con la Polonia che “sta rivedendo le sue posizioni” in senso piu’ collaborativo e non dovrebbe mettersi di traverso lunedi’, quando si riuniranno i ministri degli Affari interni.
Resta il secco ‘no’ di Repubblica Ceca e Slovacchia a qualunque idea di quote obbligatorie, mentre la stessa Ungheria, che insieme a Grecia e Italia dovrebbe beneficiare del meccanismo di redistribuzione dei 120mila migranti, ha ufficialmente chiesto di essere esclusa dal piano.
Questo crea un problema per quanto riguarda i 54 mila richiedenti asilo che dovrebbero essere redistribuiti dall’Ungheria, e pone l’agenda di lunedi’ in salita. Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, in un tweet ha annunciato la convocazione di un vertice straordinario dei capi di Stato e di governo in caso di mancato accordo lunedi’. Un modo per fare pressione su chi ancora fa resistenze, sostengono a Bruxelles.

