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Affari Europei
Mosca aumenta la presenza nell'Artico. Tensione col nord Europa

La crisi in Ucraina, con la conseguente degenerazione dei rapporti con l'Unione europea, ha spinto Mosca a rivedere la sua politica strategica nei confronti degli Stati vicini. A fine 2014 Putin ha firmato un documento che delinea le nuove priorità di Mosca, tra le quali, oltre ad un diverso approccio con l'Occidente, c'è anche un rinnovato interesse verso il Polo Nord.

Mosca ritiene infatti che le desolate steppe, i ghiacci e i fondali marini siano un territorio strategico da controllare e presidiare. Per questo motivo il Cremlino sta procedendo alla militarizzazione della parte russa dell’Artico, dislocando la nona flotta, che da sola rappresenta i due terzi di tutta la forza navale russa, nell’arcipelago della Novaya Zemlya. Inoltre sono state costruite strutture missilistiche, basi aeree e navali.

Non bisogna poi scordare che alla fine del 2014 il ministero della Difesa russo ha organizzato nella regione artica l’esercitazione “Vostok 2014”, la più grande dalla caduta dell’Unione Sovietica. Mentre quasi ogni settimane i Paesi del nord Europa devono fare i conti con sommergibili nucleari e cacciabombardieri tattici che sfiorano i confini nazionali.

Ma gli interessi di Mosca non si limitano soltanto al controllo militare. Secondo alcune stime nel sottosuolo artico si celerebbe il 30% delle riserve di gas naturale dell'intero globo e il 13% di quelle petrolifere. Per questo Putin ha inviato missioni scientifiche a studiare i fondali e a rivendicare, con tanto di bandierina posizionata sul fondale marino, l'artico come russo.

Non c'è da stupirsi allora della crisi diplomatica scoppiata con la Norvegia per la visita del vicepremier russo, Dmitri Rogozin, alle isole Svalbard. La settimana scorsa Rogozin, nella blacklist Ue, e a cui è vietato l'ingresso in Europa, si è recato sulle isole norvegesi, da dove ha anche postato diverse foto sui social network.

Il portavoce del ministero degli Esteri di Oslo, Frode Andersen, ha riferito che la Norvegia già in precedenza aveva "chiaramente espresso all'ambasciata russa che le persone nella lista delle sanzioni non erano benvenute alle Svalbard. E per questo è increscioso che Rogozin sia stato lì".

La Norvegia ha chiesto spiegazioni e convocato l'ambasciatore russo a Oslo. Rogozin ha visitato il villaggio di minatori russi Barentsburg, prima di recarsi al Polo Nord. Le Svalbard sono la parte più settentrionale della Norvegia e sono governate da un trattato che garantisce la sovranità norvegese, ma i cui firmatari - tra cui la Russia - hanno pari diritto di residenza e attività commerciale.

Il ministero russo, per bocca del suo portavoce, ha spiegato che la visita è stata solo una "tappa tecnica" nella missione verso il Polo Nord, dove Rogozin si è recato per partecipare a una conferenza in qualità di capo della Commissione statale per lo sviluppo dell'Artico. A causa delle avverse condizioni meteo, il vice premier ha fatto uno scalo tecnico all'aeroporto di Longyearbyen e nell'attesa ha visitato Barentsburg.

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