La fabbrica della propaganda russa non conosce ostacoli, all’estero e in patria. Mentre l’Europa dell’est si preoccupa per la diffusione di siti internet e canali satellitari foraggiati dal Cremlino, viene alla luce che a San Pietroburgo il governo ha messo in piedi una struttura dedicata alla propaganda online.
Un edificio al cui interno centinaia di ragazzi scandagliano il web per lasciare commenti favorevoli al governo, partecipare ai blog e ai forum di discussione, inondare i social network di immagini patriottiche e vignette satiriche contro Obama, la Merkel e l’occidente in generale.
Una struttura ben organizzata, venuta alla luce dopo che alcuni dipendenti se ne sono andati e hanno parlato con i giornali inglesi. I ragazzi venivano pagati 45 mila rubli, circa 700 euro al mese, e dovevano produrre 135 commenti per ricevere la paga piena.
“Lavoravamo in gruppi di tre sui forum. Uno attaccava il governo e gli altri due invece sostenevano l’operato dell’esecutivo”, racconta uno dei giovani troll, così come sono chiamati gli utenti che utilizzano i forum per secondi fini.
Ma i ragazzi non agivano in maniera libera, avevano alle spalle una organizzazione strutturata che forniva materiale e dava indicazioni. “Ci davano dei video di propaganda da postare e una serie di vignette e fotomontaggi satirici per screditare l’occidente”, racconta un altro. La foto di questo articolo è un esempio. A sinistra la Crimea prima dell’intervento di Putin, a destra dopo l’annessione alla Federazione.
Ogni giorno ai ragazzi venivano fornite della parole chiave da usare nei post in modo da ottimizzare l’effetto sui motori di ricerca. Parole chiave come “Crimea”, “ministro della difesa” e “occidente”. Un modo per influenzare il ‘sentiment’ della Rete e orientare l’opinione pubblica che spera di trovare online una fonte di notizie indipendente.

