La popolazione di fede islamica nel Regno Unito è raddoppiata dal 2001 a oggi, arrivando, nel giro di 14 anni, a quota 2 milioni 710mila persone. E’ il risultato di un’analisi sul censimento britannico del 2011, integrata dai dati relativi agli ultimi quattro anni, realizzata dal Muslim Council of Britain, un’organizzazione-ombrello che racchiude oltre 500 fra moschee e associazioni religiose del Regno Unito.
Sempre secondo i dati analizzati, però, è emerso anche come il 46% dei musulmani britannici viva in zone classificate come “povere e disagiate”. Circa 2 milioni e 600 mila di essi vive fra Inghilterra e Galles, mentre una minima parte ha scelto di risiedere in Scozia e Irlanda del Nord.
Ancora, dai dati del censimento, nonostante la metà dei musulmani del Regno Unito sia nata all’estero, ben il 73% di essi ha come unica nazionalità quella britannica. Un’integrazione ben rappresentata anche dal fatto che solo il 6% ha “seri” problemi con la lingua inglese e dal fatto che un quarto della popolazione musulmana ha un’educazione di tipo superiore.
Il livello degli islamici non scolarizzati, inoltre, è sceso dal 39 al 26% nel giro di 14 anni. Qualche problema, invece, sul fronte dell’occupazione, soprattutto quella femminile e giovanile. Nella fascia d’età fra i 16 e i 24 anni solo il 29% delle giovani donne ha un lavoro, contro il 50% del tasso medio britannico.

