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Ue, addio separazione tra banche d’affari e commerciali

E’ a rischio la proposta dell’ex Commissario Barnier di separare le attività di raccolta delle banche da quelle di investimento a rischio. Una norma pensata per proteggere i risparmi dei consumatori, ma che non ha il sostegno di tutti i governi

Nell’ambito del grande progetto di Unione bancaria, l’ex commissario Michael Barnier aveva proposto, a gennaio di quest’anno, di separare le attività di raccolta e deposito di denaro delle banche da quelle ad alto rischio, come gli investimenti sui derivati. Oggi quella proposta, fanno sapere fonti di Bruxelles, potrebbe essere abbandonata dal successore di Barnier, Jonathan Hill, per la mancanza di sostegno da parte dei governi.

L’idea di Barnier, già realtà in forme diverse in alcuni Stati Ue e oltreoceano, era quella di imporre alle grandi banche di conferire a entità giuridiche distinte, le attività di negoziazione ad alto rischio, come gli investimenti sui derivati o sui prodotti cartolarizzati. Un modo per evitare, in caso di default, che una intera banca fallisca, gettando sul lastrico i correntisti o costringendo il pubblico ad intervenire.

Secondo Hill, criticato per la sua vicinanza ai banchieri della City, non ci sarebbe il supporto necessario da parte dei governi per arrivare ad un accordo. In una lettera inviata il 18 novembre al vicepresidente Timmermans, il commissario aveva ventilato l’ipotesi di stralciare il provvedimento per concentrarsi su altri dossier.