Il cosiddetto ‘pacchetto latte’, adottato in co-decisione nel 2012, mira a rafforzare la posizione dei produttori nella filiera lattiero-casearia e a preparare il settore ad un futuro più sostenibile e orientato verso il mercato, cercando in particolare di trarre insegnamento dalla crisi del mercato del 2009.
Gli Stati membri hanno la possibilità di rendere obbligatori i contratti scritti tra le aziende di produzione e le aziende di trasformazione del latte. Gli allevatori possono negoziare collettivamente le condizioni contrattuali, compreso il prezzo del latte crudo, attraverso le organizzazioni di produttori.
Alcune norme specifiche dell’Ue sulle organizzazioni interprofessionali consentono agli attori della filiera lattiero-casearia di dialogare e svolgere una serie di attività, e gli Stati membri sono autorizzati, a determinate condizioni, ad applicare norme per regolamentare la fornitura di formaggi DOP e IGP.
I contratti tra allevatori e trasformatori sono stati resi obbligatori in Italia. Le disposizioni nazionali per il riconoscimento delle organizzazioni dei produttori (OP) hanno consentito il riconoscimento ufficiale di molti OP in Italia, che ha applicato anche norme per regolamentare l’offerta di determinati formaggi DOP e IGP.
