Affari Europei
"Parigi? Accordo buono ma non perfetto". Clima, l'Ue tira le somme
Dalla conferenza sul clima di Parigi appena conclusa "non abbiamo ottenuto tutto, ma molte cose": lo ha sottolineato il commissario europeo per il Clima e l'energia, Miguel Arias Canete, per il quale "non è un accordo perfetto", ma ora comincia "un altro lavoro, con l'Ue già concentrata a preparare la conferenza a Marrakech" in programma dal 7 al 16 novembre 2016.
L'accordo di Parigi prevede l'impegno a contenere il surriscaldamento del pianeta entro i 2 gradi centigradi rispetto ai valori del 1990, ma con obiettivi di contenimento di 1,5 gradi entro la fine del secolo, revisione volontaria degli impegni nazionali di riduzione delle emissioni clima-alteranti ogni 5 anni, mobilitazione di almeno 100 miliardi di dollari l'anno da parte dei Paesi sviluppati per favorire la transizione verso economie sostenibili nei Paesi in via di sviluppo. "Ci sono molti impegni vincolanti in questo accordo: trasparenza, accordo finanziario, impegno per tenere sotto i 2 gradi i surriscaldamento". Canete ammette che "sicuramente potevamo avere di più, come il coinvolgimento del settore marittimo e aereo, ma lotteremo per quello".
Secondo Canete l'accordo sul clima è stato possibile anche grazie all'azione dell'Unione europea, che "ha esercitato pressione" e promosso "la politica della grande ambizione" permettendo l'intesa finale. "Questo accordo è il primo accordo veramente globale e il principale accordo multilaterale del nuovo millennio", ha sottolineato Canete, ricordando che in occasione della Cop15 di Copenaghen del 2009 "Venimmo criticati perche' non c'era l'Europa in sala", e il risultato fu assenza di accordi "perché mancava volontà politica, e la storia di Copenhagen la storia è stata quella di lotta tra Stati, contrapposizione tra Paesi sviluppati e via in via di sviluppo". Poi l'Ue ha partecipato attivamente. "Abbiamo giocato un ruolo a nella conferenza di Durban" del 2011, dove venne concepito il fondo verde per il clima. Alla fine c'e' la conferenza sul clima appena terminata. "Parigi e' una vittoria, una storia di successo" rispetto al passato.
E per il futuro, secondo Canete, è difficile immaginare un disimpegno statunitense, anche se dovessero vincere i repubblicani. "Se la Cina e il Brasile si muovono gli Stati Uniti non possono tirarsi indietro". Soddisfatto anche il presidente della Commissione Euoprea Jean-Claude Juncker, secondo il quale l'accordo "riflette le nostre ambizioni a livello mondiale, è un successo per l'Unione Europea che è leader mondiale sul clima da molto tempo. Questo accordo porterà il mondo verso una transizione pulita".
