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Pensioni verso una tutela più equa in Italia e in Europa

L’Europa  deve affrontare diverse sfide demografiche, connesse all’abbassamento del tasso di fertilità, all’invecchiamento della sua popolazione e all’aumento delle migrazioni. La risposta alla sfida demografica rappresenta per l’Unione europea un banco di prova significativo, in vista del superamento della crisi e dell’avvio di una fase di sviluppo economico e sociale sostenibile. In Italia e in Europa si discute sui regimi pensionistici e sui diritti dei lavoratori sia attivi che non attivi. Inoltre sono avviati diversi progetti comunitari per l’invecchiamento attivo e studi per la quella che è stata già definita la “Quarta età”. In Italia è nata a novembre 2013 l’Unione nazionale pensionati per l’Italia (UNP@it) che si sta adoprando molto per l’equità in termini pensionistici visti anche i preoccupanti interventi legislativi che in Italia stanno minando le certezze di migliaia di cittadini. Il Presidente Franco Abruzzo di questo movimento sottolinea: “E’ fondamentale l’equità. Come movimento vogliamo che ci siano interventi forti contro gli evasori sia in Italia che in Europa e non vessazioni ingiustificate sui pensionati. In particolare in Italia il ceto medio rischia di essere troppo penalizzato e come movimento faremo anche dei ricorsi legali per tutelare i diritti di chi ha versato contributi e che oggi, in pensione, si ritrova con pensioni non tutelate, non rivalutate nel tempo”.  Chi lavora in diversi Stati membri dell’Unione Europea nel corso della propria carriera può accumulare i diritti alla pensione in ciascuno di essi. Quando giunge il momento di chiedere la pensione, dovrà presentare domanda nel paese in cui vive (anche se vi ha lavorato per un breve periodo di tempo) o nel paese in cui lavorava prima di andare in pensione. Il paese in questione è quindi tenuto a evadere la richiesta e provvedere al cumulo dei contributi versati in tutti i paesi in cui ha lavorato il richiedente. Il sito “La tua Europa” (europa.eu/youreurope/citizens/index_it.htm?) contiene maggiori informazioni su questo argomento e su tante altre questioni riguardanti i diritti dei cittadini.  Nel corso del 2014, la Commissione effettuerà una valutazione approfondita dei regimi fiscali degli Stati membri per stabilire se essi recano svantaggi ai cittadini UE che vivono in uno Stato membro diverso dal proprio. Se da questa valutazione dovessero emergere discriminazioni o violazioni delle libertà fondamentali garantite dall’UE, la Commissione le segnalerà alle autorità nazionali e si adopererà affinché vengano apportate le necessarie modifiche. Se i problemi persisteranno, la Commissione potrà avviare procedimenti di infrazione contro gli Stati membri in questione. “Forse proprio solo l’Europa,” dice Franco Abruzzo,” potrà tutelare meglio i diritti dei pensionati e per questo faremo rete con associazioni europee come Age Platforrn, perché non siamo un movimento politico, ma intendiamo combattere contro le scelte inique che in Italia si stanno facendo e che vessano soprattutto le pensioni del ceto medio. I sacrifici, se necessari, li devono fare tutti non solo i ceti medi e deboli; occorre togliere i privilegi dei vitalizi dei politici e valutare diversamente le pensioni di chi i contributi li ha versati realmente rispetto a chi ha contributi figurativi. I continui interventi legislativi in Italia non solo confondono i cittadini ma li privano di diritti, fanno perdere il potere di acquisto delle pensioni. Basta con gli sprechi pubblici, basta con remunerazioni pubbliche che non trovino riscontro nei risultati. Basta con l’evasione fiscale, il sommerso e  le mafie. Occorre ritrovare equità, coraggio, etica e giustizia tra le generazioni. Il cosiddetto contributo di solidarietà non è equo in Italia, innanzitutto perché colpisce solo i pensionati, mentre, essendo un tributo, dovrebbe ricadere su tutti, cittadini pensionati e cittadini attivi. In  Italia e in Europa serve la salvaguardia della qualità di vita di tutte le fasce generazionali e occorrono interventi urgenti per migliorare il welfare e anche un grado ottimale di assistenza sanitaria per tutta la popolazione che sta invecchiando”. L’Unione nazionale pensionati per l’Italia raccoglie professionisti, alti quadri della pubblica amministrazione, docenti universitari, ufficiali generali delle Forze armate, magistrati, giornalisti,  lavoratori che hanno concorso a fare grande l’Italia e che oggi tornano in campo a fianco di chi lavora e dei giovani per rimetterla in moto, facendo rete sia a livello nazionale che europeo. “Con l’allungamento della vita media”, dice Franco Abruzzo,”a 65 anni si è maturi e con un bagaglio di professionalità ed esperienza ancora da utilizzare per il miglioramento del mercato del lavoro e per fare anche del tutoring per i giovani. Il nostro è un movimento di opinione che intende far valere le ragioni dei cittadini che lavorando hanno versato  contributi d’oro e che oggi soprattutto in Italia hanno i loro diritti lesi: si pensi alla pensione di reversibilità che non è equa o anche alla mancata perequazione annuale che alla lunga rende povere persone che per oltre 40 anni hanno dato il loro impegno attivo alla società e versato signori contributi allo Stato. Uno Stato che non rispetta i patti con i propri cittadini è destinato a fallire e proprio per questo una visione europea con interventi chiari, semplici regole ma eque potrà forse salvarci dall’incapacità dei nostri politici a prendere decisioni adeguate in termini di gestione delle pensioni”.

Di Cinzia Boschiero