La Polonia è il sesto paese Ue che si è impegnato a contribuire al finanziamento del piano Juncker per rilanciare gli investimenti in Europa. Lo si legge in un comunicato stampa della Commissione Ue che precisa che la Polonia è pronta a contribuire con 8 miliardi di euro attraverso la sua banca di promozione nazionale, l’equivalente della Cassa Depositi e Prestiti in Italia.
Gli altri paesi che si sono impegnati finora a contribuire al piano Juncker sono Italia, Germania e
Francia con otto miliardi ciascuno, mentre Spagna e Lussemburgo con tre miliardi il primo e ottanta milioni il secondo. Da Varsavia arriva dunque uns egnale forte allo zoccolo duro dell’Unione europea, formato dagli Stati che hanno dato vita all’Ue e che hanno adottato la moneta unica. La Polonia, che l’euro non lo ha ancora adottato, vuole partecipare alla pari con gli altri grandi (e in maniera maggiore rispetto alla Spagna).
In tutti i casi i finanziamenti sono promessi attraverso le banche di promozione nazionali, il che esclude il finanziamento diretto degli stati al Fondo europeo per gli investimenti strategici, che è il motore del piano Juncker. Sono quei 21 miliardi che serviranno a fare da garanzia per gli investitori privati, e in questo caso semi-privati, visto che le varie Casse nazionali dipendono dai governi.
La Commissione avrebbe di gran lunga preferito che i contributi nazionali andassero ad aumetnare la dota da 21 miliardi, in modo da rendere più credibile il Fondo epr gli investimetni strategici e per attrarre investimenti privati che, sarà per lo stato iniziale del progetto e per gli intoppi burocratici, ancora non si vedono.

