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Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 10 – 2014
PARTECIPAZIONE ELETTRONICA DEI CITTADINI, IL VALORE DELL’ EURO, PRODOTTI AGRICOLI TRASFORMATI, STUDI SULLA SCOLIOSI , DISAVANZI DI BILANCIO IN EU
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E CONOSCERE DIRITTE E TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – eurochat2013@gmail.com
Domanda: ho trovato indegno il comportamento recente di Vittorio Sgarbi in tv che ha prevaricato con urla le opinioni degli altri sull’euro. Auspico che si possa in un presente o futuro utilizzare meglio le nuove tecnologie a supporto della televisione per far sì che la voce anche del pubblico e di noi cittadini sia ben sentita subito e in diretta e vorrei anche che potessimo on line partecipare meglio alla costruzione di una nuova Europa. Crede sarà possibile? E’ vero quello che è stato detto che noi italiani non siamo stati informati sull’euro? Ernesto Vistri
Risposta: sulla maleducazione concordo con Lei , chi urla e prevarica non si comporta bene. Inoltre l’euro è stato creato poiché la moneta unica offre molti vantaggi e benefici rispetto alla situazione precedente, che vedeva ogni Stato membro dotato di una propria valuta. Grazie all’euro, non solo vengono eliminati i rischi di fluttuazione e i costi di cambio e viene rafforzato il mercato unico, ma si creano anche le condizioni per una più stretta cooperazione tra gli Stati membri ai fini della stabilità della moneta e dell’economia, di cui beneficiamo tutti. Prima dell’euro, il cambio delle valute comportava costi aggiuntivi, rischi e una minore trasparenza nelle transazioni transfrontaliere. Con la moneta unica, le imprese ad esempio dell’area dell’euro possono operare con costi e rischi minori. Allo stesso tempo, la possibilità di confrontare i prezzi favorisce gli scambi transfrontalieri e ogni tipo di investimenti, sia per i singoli consumatori alla ricerca del prodotto meno costoso, sia per le imprese che acquistano il servizio con il miglior rapporto qualità-prezzo, sia, infine, per i grandi investitori istituzionali che possono investire in maniera più efficiente all’interno dell’area dell’euro senza il rischio insito nelle fluttuazioni dei tassi di cambio. All’interno dell’area dell’euro, vi è attualmente un unico grande mercato integrato che utilizza la stessa moneta. Non è vero che non siamo stati consultati come italiani e per evitare mistificazioni e disinformazione forse conviene ricordare la storia dell’euro che si può leggere anche al sito http://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/other/euro_became_our_moneyit.pdf?7fd93983fcb570b13b571967cda0afa5. Per quanto concerne la partecipazione on line dei cittadini, Le segnalo che l‘Unione Europea ha avviato una serie di progetti atti a incentivare la partecipazione dei cittadini dell’Unione, anche attraverso l’utilizzo di strumenti on-line. Tra questi il progetto Parterre, sostenuto dalla Regione Toscana. Con le elezioni del Parlamento europeo in vista tra qualche settimana, la questione del coinvolgimento dei cittadini in politica è più pressante che mai. Ci sono le consultazioni on line aperte a tutti periodiche della Commissione europea a cui si può aderire. L’Unione Europea inoltre sta finanziando diversi progetti di ricerca che mirano a definire un modo efficace per coinvolgere i cittadini on-line. Tre di questi progetti – Puzzled by policy, Ourspace e Parterre – hanno prodotto strumenti volti a rendere la partecipazione alla politica aperta a tutti i cittadini. In occasione delle prossime elezioni del Parlamento europeo e con il supporto di un’azienda italiana di comunicazione, è stato appena lanciato un altro progetto denominato Blasting News che consiste nel creare 28 siti web in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, dove i cittadini possono inviare articoli in cui spiegano nel dettaglio cosa si aspettano dal prossimo Parlamento europeo e ciò che per loro significa realmente “Europa”. È online una prima versione di questa nuova iniziativa che a breve sarà pienamente operativa. Alcuni progetti di ricerca Tic, finanziati dall’Unione Europea, creano una serie di strumenti che rendono la partecipazione elettronica una realtà. I progetti sviluppano e promuovono mezzi efficaci per il coinvolgimento delle parti interessate nel processo politico.
Domanda: si può potenziare il commercio di prodotti agricoli trasformati? Luca Ferullo
Risposta: il Parlamento europeo ha votato di recente una proposta per aggiornare il regime commerciale relativamente ai prodotti agricoli trasformati (Pat). I Pat sono merci ottenute dalla trasformazione di prodotti agricoli di base, come i dolciumi, il cioccolato, le paste alimentari, i prodotti da forno, i biscotti, gli alcolici, le bibite analcoliche, etc. Le esportazioni di prodotti agricoli trasformati hanno raggiunto un valore pari a 41,7 miliardi di eur, facendo dell’Unione Europea il maggior esportatore di tali prodotti a livello mondiale. Il nuovo regolamento, che faciliterà il commercio di Pat tra Stati membri dell’Unione Europea e Paesi terzi, mira ad aggiornare il quadro giuridico per l’attuazione degli accordi commerciali preferenziali conclusi dall’Unione Europea con paesi terzi e prevede la concessione di restituzioni all’esportazione per taluni Pat in caso di perturbazioni del mercato ad esempio qualora si verifichi un crollo dei prezzi dei prodotti agricoli a livello mondiale come conseguenza di un raccolto abbondante. Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’Industria e l’imprenditoria ha affermato: “L’industria alimentare rappresenta il settore industriale più importante dell’UE in termini di occupazione e valore aggiunto. Il regime commerciale di tale settore è fondamentale per garantirne la crescita, e le norme che lo disciplinano andavano semplificate. Contiamo pertanto sull’imminente approvazione del Consiglio per l’adozione definitiva del regolamento”. Si prevede che il Consiglio approvi la proposta il 14 aprile.
Domanda: soffro di mal di schiena non ci sono centri europei specializzati sulla scoliosi? Marica Bustro
Risposta: c’è il Centro europeo della colonna vertebrale creato nel 1987 da Charles Picault, Jean Claude de Mauroy e Jean Jacques Lalain, con sede a Lione. Molti medici, in particolare medici italiani, hanno tratto beneficio da questa esperienza ed il Centro Lionese é diventato nel 1990 Centro Europeo. L’affermazione dei protocolli del Trattamento Ortopedico Lionese, la richiesta continua di informazione e formazione, lo sviluppo dell’attività in Italia, hanno creato i presupposti per la fondazione di un centro nazionale, il Cecv, con sedi principali a Piacenza, Bari, Messina e Palermo. Inoltre Le segnalo che a Milano dal 15 al 17 maggio si terrà un importante congresso di rilievo europeo ed internazionale in cui verrà trattato il tema scoliosi. “Il nostro Congresso nazionale,” dice il dott. Bernardo Misaggi, Presidente del Congresso e primario dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini, Divisione di chirurgia vertebrale,”quest’anno ha numerose novità: innanzitutto prevede la presenza di esperti di fama internazionale e in secondo luogo ha un’impostazione molto innovativa che tende a creare un dibattito aperto ed un confronto costruttivo tra esperti su vari temi, in modo da sviscerare le singole patologie e presentare le novità chirurgiche, le best practices e dibattere su casi clinici e dati aggiornatissimi relativi al nostro settore in Italia e in Europa”. Sarà presente il giorno 16 maggio il prof. Lenke per una lectio magistralis e sono previsti anche dei simposi satellite. Tra i progetti di ricerca europei c’è il progetto denominato Scolio-see che ha l’obiettivo di mettere a punto un software per monitorare l’evoluzione di una scoliosi, consentendo in questo modo la riduzione nel numero di radiografie oggi necessarie per il follow-up del paziente affetto da deformità vertebrali. Ciò avviene grazie all’integrazione di diversi dati. Vi partecipano aziende italiane e provenienti da Spagna, Germania, Grecia, Repubblica Ceca, Polonia, Cipro.
Domanda: come fa la Commissione europea a valutare i progressi compiuti dagli Stati membri impegnati nella correzione dei disavanzi di bilancio? Quali sono le strategie comunitarie? Livia Russo
Risposta: la Commissione europea collabora con gli Stati membri per creare le premesse per una crescita e un’occupazione sostenibili, basate su solide finanze pubbliche, in linea con la strategia di crescita Europa 2020. In un recente documento è stato indicato che le sfide sono costituite da un cospicuo indebitamento estero di talune economie, da avanzi delle partite correnti elevati e persistenti che in alcuni Paesi rispecchiano una domanda interna debole, nonché dalla competitività di costo per i Paesi che in passato registravano i maggiori disavanzi delle partite correnti e quelli che devono fare fronte a forti perdite di quote del mercato delle esportazioni. Sul fronte del bilancio, in base alle previsioni più recenti il ritmo medio di aggiustamento nell’UE e nella zona euro è destinato a rallentare grazie al successo degli sforzi di risanamento compiuti negli ultimi anni. È tuttavia necessario che alcuni Stati membri intensifichino gli interventi di risanamento di bilancio se vogliono raggiungere gli obiettivi di disavanzo. Secondo le previsioni, sia nell’UE che nella zona euro, il rapporto debito/PIL nel 2013 è aumentato ma, dopo il picco di quest’anno, dovrebbe iniziare a calare. Diverse sfide macroeconomiche richiedono un intervento a livello di zona euro. È necessario puntare sugli investimenti e rilanciare la domanda, contrastare la frammentazione finanziaria e affrontare la sfida dell’indebitamento e del riequilibrio a fronte di un tasso di inflazione estremamente basso e di un clima economico difficile. In linea con le raccomandazioni del Consiglio dello scorso giugno, gli Stati membri dovrebbero assumersi le proprie responsabilità, a livello individuale e collettivo, per la politica comune nella zona euro al fine di garantire il buon funzionamento dell’Unione economica e monetaria e di sostenere la crescita e l’occupazione. La Commissione europea ritiene che 14 Stati membri presentino squilibri: Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovenia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Nel caso di Croazia, Italia e Slovenia, tali squilibri sono considerati eccessivi. I Paesi che sono oggetto di un programma di aggiustamento (Grecia, Cipro, Portogallo e Romania) non sono coinvolti nella procedura per gli squilibri macroeconomici, in quanto già sottoposti alla sorveglianza prevista dai rispettivi programmi di aggiustamento economico.

