Il governo italiano potrebbe impedire alle banche svizzere di vendere prodotti finanziari ai cittadini italiani in reazione all’esito del referendum sull’immigrazione, che ha posto un tetto all’ingresso di lavoratori stranieri nella confederazione.
Lo ha affermato in conferenza stampa Jacques de Watteville, segretario di Stato svizzero per le questioni finanziarie internazionali. “Dobbiamo trovare una soluzione che consenta di superare questo ostacolo”, ha dichiarato de Watteville.
“Il sostegno che potevamo attenderci da certi paesi non e’ piu’ scontato”, ha dichiarato de Watteville a margine del rapporto 2014 sulle questioni finanziarie e fiscali internazionali, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa svizzera Ats.
“La settimana scorsa sono stato a Roma e mi e’ stato chiaramente detto che non puo’ esservi accesso ai mercati finanziari europei senza la libera della circolazione delle persone”, ha dichiarato ancora all’Ats il funzionario del governo di Berna, secondo il quale Roma imporra’ il blocco se non verra’ assicurato ai lavoratori italiani il libero ingresso nel territorio elvetico.
La riforma sul mercato dei prodotti finanziari concordata dall’Unione Europea il mese scorso prevede infatti che ogni singolo stato regoli in autonomia l’accesso al mercato retail da parte dei paesi non membri. I prodotti finanziari venduti dalle banche svizzere sul mercato europeo sono rivolti principalmente a una clientela facoltosa e consistono pertanto soprattutto in titoli strutturati e ‘mutual fund’, piuttosto che in servizi rivolti a una platea piu’ vasta come i mutui immobiliari.
