In Russia non si vedeva un simile apparato di propaganda dai tempi dell’Unione sovietica. Vladimir Putin guida una macchina tentacolare e ben finanziata per mantenere il controllo sulla popolazione, mentre ha lanciato la sua offensiva anche contro l’Europa, fondando giornali ed emittenti televisive pro-Mosca.
Scuole diroccate, ospedali fatiscenti, servizi di trasporto non funzionanti. Sui media russi non è difficile vedere delle foto di città nel grado con sotto la didascalia ‘Vienna’, ‘Budapest’ o ‘Varsavia’. I media, controllati al 90% dal governo o dall’oligarchia vicina a Putin, danno ai russi una immagine dell’Europa in disfacimento, povera e senza un’anima.
Il paese più preso di mira è ovviamente l’Ucraina. Il governo viene descritto come fascista, mentre le tv mostrano le immagini di file di macchine incolonnate alla frontiera per fuggire in Russia. Inutile dire che le riprese sono state fatte al confine polacco. Le emittenti usano attori professionisti per confezionare le notizie, mentre distorcono i fatti per mettere in cattiva luce l’Europa, controllata, secondo Mosca, da Washington.
Secondo i dati forniti da Indre Vareikyte, membro del Comitato economico e sociale europeo, in occasione della conferenza ‘Eu and Me(dia)’, Mosca avrebbe speso nel 2011 1,3 miliardi di dollari in propaganda. Più di quanto ha stanziato per contrastare la disoccupazione. Intanto il governo ha varato delle norme che fissano al 20% la quota massima per la presenza delle società straniere nei media russi. Un provvedimento che ha fatto chiudere le ultime emittenti libere.
Ma Mosca punta molto a creare un sentimento filorusso in Europa e lo fa attraverso due strategie. Prima di tutto finanziando giornali ed emittenti televisive. E’ di inizio mese la notizia che il Cremlino ha fondato Sputnik, una tv in 30 lingue che raggiungerà anche la Lettonia, la Lituania, l’Estonia, la Finlandia e la Svezia. Il governo vuole creare consenso tra la popolazione, in percentuali anche consistenti di origini russe.
Dall’altro lato Mosca finanzia partiti anti-Europa, come il Front National di Marine Le Pen, che è apertamente schierata con Mosca contro l’Unione europea e contro le sanzioni economiche. Ci sono anche rapporti stretti con la Lega Nord di Matteo Salvini. Il segretario del Carroccio è stato in visita a Mosca e ha dichiarato di ammirare Vladimir Putin, che da molti è ormai indicato come modello da seguire.









