Il Cremlino non intende negoziare con l’Ue la questione energetica con la Russia, ma con i singoli paesi europei, “parte dei negoziati”. Secondo la presidenza russa in questa fase Mosca non intende recuperare da Kiev i miliardi di dollari, che il presidente Vladimir Putin menziona nella lettera ai leader dei paesi europei che ricevono il transito di gas russo attraverso l’Ucraina. Il tutto mentre dagli Usa il presidente Barak Obama ha parlato con la cancelliera tedesca Angela Merkel, sottolineando la necessità che gli Stati Uniti, l’Unione Europea e gli altri Paesi partner si preparino a rispondere a una ulteriore escalation russa (in Ucraina) con nuove sanzioni.
Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha detto che la Russia non ha alcuna intenzione di recuperare i 35,4 miliardi di dollari, discussi nella lettera. “La somma è solo un esempio della situazione contraddittoria”, ha detto Peskov.
Il portavoce presidenziale al quotidiano Kommersant ha specificato che nella lettera inviata ai leader europei si sta parlando di negoziati con ciascun paese europeo. E non con la Commissione europea come loro rappresentante unico. “Ciascuno di questi paesi è acquirente di gas, ognuno di essi è una parte ai negoziati”, ha detto Peskov. Secondo la pubblicazione, a Bruxelles della lettera di Putin non è ancora arrivata una copia.
Nella missiva – pubblicata dal Cremlino sul suo sito – si dice che “la Russia negli ultimi quattro anni, ha sovvenzionato l’economia dell’Ucraina scontando i volumi di gas per 35,4 miliardi di dollari. Inoltre, nel dicembre 2013, la Russia ha fornito all’Ucraina un prestito di 3 miliardi di dollari. Queste risorse finanziarie molto consistenti sono state dirette a sostenere la stabilità e la solvibilità dell’economia ucraina, salvaguardare posti di lavoro e occupazione. Sottolineo – scrive Putin – a parte la Russia, nessuno lo ha fatto”.
Secondo il Kommersant, negli anni ultimi anni la Commissione europea ha cercato di garantire che, delle questioni energetiche dell’UE, si parlasse alla Russia con una sola voce. Al contrario Gazprom ha sempre cercato di negoziare con ogni singolo paese dell’Unione, separatamente.
Intanto dal centro Europa iniziano a comparire possibili soluzioni alla stretta di Mosca su Kiev. L’Ungheria è pronta a mandare gas naturale nella vicina Ucraina, per superare il momento di difficoltà per Kiev provocato dalla crisi con la Russia, ma il sostegno slovacco che l’operazione richiederebbe non sembra certo. Il primo ministro slovacco Robert Fico ha chiesto colloqui con l’Ucraina, la Russia e la Commissione europea per discutere la possibilità di invertire i flussi di gas verso Kiev.
Le relazioni tra Ucraina e Russia sono in forte crisi per l’annessione russa della penisola di Crimea, e Putin ha minacciato di tagliare le forniture. Finanziariamente a corto di fondi, l’Ucraina è ansiosa di avere il gas naturale a prezzi accessibili da quando la Russia ha strappato lo sconto sinora concesso a Kiev grazie ad accordi con l’ex presidente Viktor Yanukovich. Questo mese Gazprom ha aumentato il prezzo del gas dell’80 per cento.
Fico dice di sostenere i piani per l’invio di gas all’Ucraina, ma è necessario garantire che la Slovacchia venga pagata ed che si eviti di violare i contratti con Gazprom.

