Dopo la vittoria di Syriza alle scorse elezioni politiche greche, molte cancellerie occidentali sono entrate in allarme, non solo per questioni di debito. Alexis Tsipras e Panos Kammenos, i leader dei due partiti di governo, hanno legami molto stretti con Vladimir Putin e la sua cerchia di fedelissimi. Si teme che questi rapporti possano spingere la Grecia, membro della Nato e dell’Unione europea, su posizioni filo-russe in questioni come la crisi ucraina.
I timori sono tutt’altro che infondati. In ottobre il leader dei Greci indipendenti è volato in un hotel nella campagna russa per partecipare ad un party di nozze. Con lui un centinaio di cittadini greci che hanno cantato e ballato festeggiando gli sposi. Ad offrire la festa è stato Konstantin Malofeyev, oligarca vicinissimo a Putin e proprietario dell’hotel. Inizialmente l’uomo aveva organizzato il party in Grecia, ma l’Ue gli ha vietato di viaggiare in Europa a causa del suo coinvolgimento nella guerra civile in Ucraina.
Kammenos e Malofeyev dicono di essersi conosciuti al matrimonio e che ad accomunarli ci sia soltanto la religione, ma le precisazioni non sono servite a rassicurare i governi occidentali. Soprattutto perché anche il premier Tsipras ha fatto dichiarazioni a sostegno di Mosca. In particolare ha definito stupide le sanzioni nei confronti della Russia. Inoltre prima delle elezioni è stato almeno due volte a Mosca e incontrerà Putin prima dell’estate.
Secondo il governo statunitense il presidente russo starebbe sfruttando le conoscenze dei tycoon moscoviti e la religione per costruire una rete di relazioni in Europa e negli Usa. Gli oligarchi hanno infatti interessi in mezzo mondo, sono padroni di aziende e siedono nei consigli di amministrazioni di molte società che operano in tutto l’Occidente.
Ma la vera novità è l’uso della fede come arma politica. Putin è visto ormai da molti come il difensore della cristianità. Le sue politiche anti-gay, la guerra in Cecenia e gli stretti rapporti con il clero ortodosso ne fanno un richiamo per molti politici. Come Kammenos, che vorrebbe un ruolo più forte della chiesa ortodossa nella vita politica e sociale greca.

