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Quote fisse, fondi, rimpatri: tutti i dettagli del piano Ue sui migranti

Schema obbligatorio di ricollocazione dei migranti, fondo per il Sahel e il nord Africa, lista comune dei Paesi di provenienza “sicuri”, rimpatri. Tutti i punti del piano Ue sui migranti che finirà sul tavolo dei Ventotto

Schema obbligatorio di ricollocazione dei migranti, fondo per il Sahel e il nord Africa, lista comune dei Paesi di provenienza “sicuri”, i cui rifugiati non hanno motivo per chiedere asilo. E poi ancora, uno schema di rimpatrio. La Commissione europea ha presentato a Strasburgo la nuova proposta per le politiche di immigrazione e asilo, dopo il pacchetto posto all’attenzione degli Stati membri lo scorso maggio. Diverse le misure che finiranno sul tavolo dei rappresentanti dei Ventotto gia’ lunedi’, in occasione della riunione straordinaria dei ministri degli Interni.

Ecco, di seguito, le principali proposte.

– Meccanismo di ricollocazione di 120mila rifugiati. La Commissione Ue propone di distribuire tra i Paesi i profughi arrivati in Grecia (50.400), Italia (15.600) e Ungheria (54.000). Il trasferimento avverra’ secondo un criterio di ripartizione obbligatorio che tiene conto dei seguenti criteri: 40% per il volume della popolazione, 40% per il Pil, 10% per la media delle domande di asilo presentate in passato, 10% per il tasso di disoccupazione. Questo meccanismo si somma a quello proposto a maggio per la redistribuzione di 40.000 migranti arrivati in Italia e Grecia, portando a 160.000 il numero complessivo di persone da smistare all’interno dell’Unione. Il bilancio Ue garantira’ 780 milioni di Euro per finanziare il meccanismo.

– Contributo finanziario per chi non partecipa. Un qualunque Stato membro puo’ essere esentato dalla partecipazione al meccanismo, ma solo in presenza di motivi “giustificati e obiettivi” e comunque per non piu’ di un anno. La Commissione valutera’ se le motivazioni per non partecipare sono valide o meno; se sara’ concessa l’esenzione, il paese dovra’ comunque un contributo finanziario al bilancio Ue per un importo fino allo 0,002% del proprio Pil nazionale.

– Meccanismo permanente di ricollocazione. La Commissione propone un meccanismo automatico, da attivare ogniqualvolta si presenti una crisi umanitaria che mette sotto pressione uno Stato membro. Il meccanismo verrebbe attivato dalla Commissione Ue, che decidera’ quante persone redistribuire sulla base di criteri del 40% per il volume della popolazione, del 40% per il Pil, del 10% per la media delle domande di asilo presentate in passato, del 10% per il tasso di disoccupazione.

– Lista dei paesi sicuri. E’ composta dagli Stati extra-Ue le cui condizioni non giustificano la richiesta di asilo da parte di chi li lascia: in particolare, non si riscontrano nessun tipo di persecuzione, nessuna tortura o pene o trattamenti inumani o degradanti, nessuna minaccia di violenze, nessun conflitto armato. La Commissione propone una lista di sette Paesi: Albania, Bosnia-Erzegovina, ex repubblica jugoslava di Macedonia, Kosovo, Serbia, e Turchia. Altri possono essere aggiunti in altri momenti.

– Piano per i rimpatri. Si tratta dell’armonizzazione dei sistemi in vigore nell’Ue. Al fine di favorire i rimpatri volontari, si intende identificare le lacune tra i sistemi nazionali di rimpatrio volontario e promuovere le migliori pratiche, col sostegno del Fondo per l’asilo, l’integrazione e la migrazione (Amif) e la rete europea per l’immigrazione. Si ipotizza inoltra una “possibile” revisione della direttiva Rimpatri “entro il 2017”. 

– Fondo fiduciario di emergenza per l’Africa. Risorse speciali per 1,8 miliardi di Euro provenienti dal bilancio dell’Ue per evitare instabilita’ e conflitti in Sahel (Burkina Faso, Cameroon, Cid, Gambia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria e Senegal) e nel corno d’Africa (Eritrea, Etiopia, Gibuti, Kenya, Somalia, Sudan, Sudan del Sud, Tanzania e Uganda). Le risorse verrano usate per intervenire alla radice del fenomeno migratorio, promuovendo principalmente opportunita’ economiche e occupazionali. Il fondo potra’ essere usato anche per Marocco, Algeria, Tunisia, Libia.