Il Parlamento Europeo ha organizzato venerdì 28 marzo all’Ara Pacis l’evento React4Economy, una conferenza-dibattito sulle sfide in termini economici e sociali che si presenteranno all’Assemblea che scaturirà dalle elezioni europee del 25 maggio prossimo.
Inserito nell’ambito della campagna istituzionale del Parlamento europeo “Act.React.Impact.”, l’evento all’Ara Pacis è stato l’ultimo della fase “React”, volta a creare informazione e interazione con il pubblico su 5 grandi tematiche che riguardano da vicino i cittadini europei: lavoro, ambiente, relazioni internazionali, fondi europei ed economia.
Grazie alla formula del “question time”, React4Economy è stata l’occasione per coinvolgere il pubblico in una riflessione comune sul tema della governance economica in vista delle elezioni europee. L’esito delle urne, infatti, insieme al semestre di Presidenza italiana dell’UE eserciteranno senza dubbio un’influenza sulle scelte e sull’assetto della futura governance europea.
Il tema “Economy”, e ha fatto emergere diverse opinioni sull’approccio da adottare relativamente alla crisi, sul mandato della BCE come anche sui limiti in termini di welfare e di diritti sociali delle politiche monetarie e di austerità. L’incontro é stato animato da un vivace dibattito tra il pubblico in sala e Mauro Bottarelli (giornalista, Milano Finanza, Il Sussidiario), Sergio Carrara (Caposervizio redazione Rai Parlamento), gli europarlamentari Roberto Gualtieri e Niccolò Rinaldi, Luca Pautasso (redattore e social media manager del programma “L’aria che tira”, La7) e Federico Rampini (scrittore, editorialista, corrispondente da New York per La Repubblica).
L’Europarlamentare Niccolò Rinaldi ha dichiarato: “Oggi l’Europa è bloccata dagli incessanti tentativi di far restare a galla le proprie sovranità, mentre le sfide della globalizzazione rischiano di amplificare le nostre debolezze. Per superarle nel prossimo futuro, è imperativo un rilancio di una visione democratica e federalista dell’Europa per creare un’unione economica e fiscale basata su politiche di crescita e di equità sociale. Questo sarà il vero salto in avanti, anche in termini di tutela dei cittadini, attraverso un governo economico europeo”.
L’Europarlamentare Roberto Gualtieri ha invece affermato: “Con il nostro rapporto del 2011, di cui sono stato relatore, abbiamo dato il via libera all’istituzione del Fondo salva-stati. Anche se ne abbiamo criticato il carattere intergovernativo, che lo sottrae a un vero controllo democratico, e con il nostro negoziato abbiamo ottenuto una parziale riforma delle procedure per la concessione degli aiuti. È un risultato significativo ma insufficiente. Per questo la battaglia per superare il meccanismo della troika e per integrare il MES nel quadro istituzionale dell’UE, facendone un vero e proprio Fondo Monetario Europeo, prosegue e continuerà nella prossima legislatura.”
Federico Rampini ha invece dato il suo punto di vista sull’Unione vista da oltreoceano: “Come giornalista italiano, corrispondente negli Stati Uniti, ho assistito in questi ultimi quattro anni alla crudele divaricazione nelle parabole dell’economia americana e di quella europea. Ho visto da vicino la differenza generata da due politiche economiche diametralmente opposte: in America la priorita` alla crescita, nell’eurozona la priorità` all’austerity. Oggi il tasso di disoccupazione USA è la metà di quello dell’Eurozona. Il disastro dell’austerity ha contribuito ad alimentare nuove correnti populiste ed anti-europee nell’opinione pubblica. E’ urgente iniziare a correggere questi errori, prima del voto, o la reazione sarà brutale“.
Riferendosi proprio alla BCE, Mauro Bottarelli ha sottolineato: “Una nuova, credibile governance economica dell’Europa non può che passare, ineluttabilmente, da un cambio di governance e mandato statutario della Bce. L’Eurotower non può più permettersi di essere solo custode della stabilità dei prezzi. Occorre poter contare su tutti gli strumenti operativi propri di una banca centrale. Per garantire all’Ue una banca centrale che disponga, come le altre nel mondo, del requisito chiave imposto da questi tempi turbolenti in ambito economico e finanziario è necessaria la rapidità di intervento garantita da una chiarezza di mandato”.
“La vera sfida per l’Europa nel prossimo futuro è quella di tornare a parlare al cuore degli europei, liberandosi dell’immagine di impaludata istituzione di burocrati, banchieri e maestrine dalla penna rossa sempre pronte a bacchettare gli ultimi della classe che tanti cittadini, dalla Grecia alla Germania, passando per l’Italia, si sono fatti di lei” ha rimarcato Luca Pautasso riferendosi all’Istituzione Europea. “In caso contrario l’unica voce ascoltata sarà quella di chi, per ragioni elettorali o di interesse, preferisce parlare alla pancia -o al portafogli – della gente”.





