Venerdì pomeriggio Matteo Renzi atterrerà a Berlino per incontrare la Cancelliera tedesca Angela Merkel. C’é molta attesa a Roma, ma anche a Berlino e a Bruxelles, per un incontro che tutti sperano sia chiarificatore sui tanti dossier aperti. L’incontro si é reso necessario dopo che durante l’ultimo Consiglio Ue il premier italiano ha duramente attaccato l’omologa tedesca su questioni come l’immigrazione e l’energia. Ed é stata la stessa cancelliera a chiedere un meeting chiarificatore.
Matteo Renzi giunge a Berlino caricato a molla, pronto a dare battaglia per difendere gli interessi dell’Italia in Europa. Ma il il premier sa che dalla Merkel non potrà aspettarsi troppo. La Cancelliera é infatti sotto attacco interno. I partiti che la sostengono, la Cdu-Csu, sono in rivolta. Nulla di eclatante ancora, ma per la Germania le dichiarazioni di fuoco di alcuni amministratori locali e deputati contro la Cancelliera sono una novità.
Merkel é sotto pressione per la gestione dei flussi migratori. La Germania ha prima aperto le frontiere ai profughi, poi ha sospeso Schengen e ora si trova a dover gestire un milione di richiedenti asilo arrivati nel solo 2015. I fatti di Colonia non aiutano a stemperare il clima e la base é in rivolta contro la politica delle ‘porte aperte’.
Merkel chiederà dunque a Renzi di fare partire gli hotspot nel sud Italia per identificare i profughi. Ma il premier chiederà in cambio la redistribuzione dei profughi in Ue. Una clausola del piano Juncker che non é mai entrata veramente in funzione per la chiusura degli Stati nazionali.
Ma sul tavolo dello scontro ci sono anche le questioni energetiche. La Germania tira dritta sul progetto Nord Stream 2, che piace poco a Bruxelles e che rende inutile il progetto italiano di un gasdotto con l’Azerbaijan. La Merkel chiederà che sia la Commissione in totale autonomia a decidere cosa sia meglio per l’Europa. Tradotto: caro Renzi, non ci puoi fare nulla.
E mentre Padoan a Bruxelles chiude il capitolo Bad Bank, la linea dell’austerità imposta dalla Germania vacilla. L’Italia chiede deroghe, Portogallo e Spagna sono in un caos post elezioni che crea instabilità politica ed economica. Intanto il dossier Grecia potrebbe tornare sul tavolo. Renzi chiederà nuove deroghe: abbiamo fatto i compiti a casa e ora pretendiamo di poter usare la flessibilità prevista nei trattati, é la linea di Renzi. Bisogna vedere quanto la Merkel sarà disposta a cedere.

