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Renzi sulle orme di Berlusconi e Prodi. Da Putin per parlare di gas e Libia

Renzi sulle orme di Berlusconi e Prodi. Da Putin per parlare di gas e Libia
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Italia e Russia hanno sempre avuto un rapporto speciale. Renzi volerà a Mosca per incontrare Vladimir Putin. Sul tavolo dossier scottanti come l’Ucraina, la crisi del gas e la guerra in Libia. L’analisi

Matteo Renzi è pronto per il suo tour nell’Est Europa. Mercoledì sarà a Mosca dove depositerà un fiore sulla tomba di Boris Nemzov. Il giorno dopo invece incontrerà Vladimir Putin. Con il presidente russo il premier italiano discuterà di tre dossier scottanti: la crisi Ucraina, le forniture di gas all’Europa e la guerra civile in Libia.

Renzi si può giovare di una lunga storia d’amicizia tra Italia e Russia. I due premier più importanti degli ultimi vent’anni, Silvio Berlusconi e Romano Prodi, avevano ottimi rapporti con lo ‘zar’ russo e ora il Presidente del Consiglio proverà a continuare la tradizione. Parole chiave sono il reciproco rispetto e una real politik che tiene sempre al centro Mosca come interlocutore commerciale e politico.

Sulla crisi Ucraina Matteo Renzi sa di non poter pretendere troppo da Putin, tanto meno che si disinteressi dei territori separatisti, ma sa anche bene che Mosca desidera mettere fine alle sanzioni europee tanto quanto lo desidera Roma. E così la road map più probabile è che si prosegua sugli accordi di Minsk per arrivare presto ad una normalizzazione dei rapporti. Maggiore autonomia per le regioni orientali e una smilitarizzazione dell’area.

La sicurezza degli approvvigionamenti di gas è una conseguenza diretta degli accordi sull’Ucraina. L’Italia dipende dal metano russo e teme che Mosca chiuda i rubinetti per punire Kiev. Una soluzione politica del conflitto dell’est significherebbe mettere al sicuro il nostro Paese anche dal punto di vista energetico.

Più complesso il dossier libico. Mosca ha rilevanti interessi geostrategici in Medio Oriente. Da anni supporta il leader siriano Assad e ha stretto alleanze forti con la Turchia e l’Egitto. Con il primo paese ha importanti progetti energetici, mentre con il secondo è in prima linea nella lotta al terrorismo e ha in cantiere anche una centrale nucleare.

Renzi potrebbe chiedere a Mosca di non opporsi in sede Onu ad una risoluzione per un intervento di peace-keeping. Un’operazione che potrebbe contemplare un blocco navale in Libia, una no-fly zone e un controllo alle frontiere, oltre alla fornitura di armi alle milizie ‘alleate’ con l’Occidente. Ma un accordo è complesso e sarà raggiunto solo se gli interessi europei coincideranno con quelli russi.