Dopo aver trionfato alle elezioni europee e alle amministrative, il premier Matteo Renzi vola a Bruxelles, presentandosi come «l’uomo nuovo» e vincente del socialismo europeo. Il presidente del Consiglio parteciperà a una cena informale dei capi di Stato e di Governo dell’Ue per fare il punto dopo che il voto ha consegnato il nuovo Europarlamento, caratterizzato da uno scarto molto ridotto fra il Ppe e il PseD e da un incremento delle forze euroscettiche. In questo contesto dovrà essere raggiunta un’intesa per la nuova presidenza della Commissione Ue – in prima fila c’è Jean Claude Junker, in quanto esponente del gruppo più votato – e per la composizione della nuova squadra di governo europeo, che quasi sicuramente dovrà reggersi su una maggioranza di larghe intese.
Prima di partire per Bruxelles, il premier è andato al Quirinale per incontrare il capo dello Stato. Al centro del colloquio, il vertice di questa sera e, a quanto si apprende dall’ufficio stampa della presidenza della Repubblica, uno scambio di idee sul semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, che partirà da luglio. Con ogni probabilità, Napolitano e Renzi hanno parlato del voto di domenica scorsa e del percorso di riforme che torna a occupare il primo posto nell’agenda politica insieme a un impegno, già annunciato, per politiche economiche europee che possono favorire crescita, sviluppo e occupazione.
Le conseguenze del voto e la partita delle nomine ai vertici delle istituzioni europee sono i temi sul tavolo dell’incontro informale tra i leader dei 28. Una cena che sarà preceduta, nel pomeriggio, dai «summit« delle principali famiglie politiche: quello dei popolari (Ppe) a cui interverrà Angelino Alfano, quello dei socialisti (Pse) a cui parteciperà il premier Matteo Renzi e quello dei liberaldemocratici. Al tavolo della riunione del Pse – che tradizionalmente precede il Consiglio europeo – il premier si siederà come leader del partito che è riuscito a eleggere 31 eurodeputati, il gruppo numerico più consistente tra i Socialisti e Democratici. Forte del consenso raccolto, secondo osservatori e analisti, Renzi (insieme ad Angela Merkel) potrebbe diventare il leader continentale in grado di orientare – più di altri – la complicata scelta del nuovo presidente della Commissione Ue e anche di chiedere per l’Italia un commissario di peso nello scacchiere del governo Ue.
Ma nel vertice di Bruxellles, si dovrà tenere conto anche del vento antieuropeista che soffia forte nel Vecchio Continente. La vincitrice delle elezioni europee in Francia, vale a dire la presidente del Front National, Marine Le Pen, ha chiesto al presidente francese, Francois Hollande, di convocare elezioni anticipate, alla luce dei risultati delle europee che hanno segnato il trionfo dell’estrema destra e la disfatta dei socialisti al governo. E ha promesso: se sarò eletta presidente entro sei mesi presenterò un referendum per chiedere ai francesi se vogliono o meno uscire dall’Unione europea. «Chiedo lo scioglimento dell’Assemblea, che non è affatto rappresentativa», ha dichiarato in un’intervista radio-televisiva per Rmc e Bfm Tv. Secondo la Le Pen, dopo il terremoto elettorale, «si deve rimettere il potere nelle mani del popolo e l’unico modo per farlo è sciogliere la Camera» ed eleggere nuovi deputati. Più in generale sul terreno europeo, la Le Pen ha chiesto di fermare il negoziato per il trattato di libero scambio Ue-Usa, che la Francia metta il veto a un eventuale ingresso della Turchia nell’Ue e anche che il governo, contro le regole europee, proceda alla «nazionalizzazione della Alstom per salvare questa azienda strategica francese».


