Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Renzi vola a Mosca e fa da mediatore su Ucraina e Libia

Renzi vola a Mosca e fa da mediatore su Ucraina e Libia

Dopo una tappa a Kiev, Renzi è volato a Mosca per vedere Putin. Sul tavolo il dossier ucraino, quello libico e gli accordi commerciali, penalizzati dalle sanzioni. Dopo il deteriorarsi delle relazioni tra Russia e Bruxelles Putin ha costruito una rete di relazioni che va dalla Turchia alla Libia, passando per Egitto e Grecia, e in cui Renzi prova ad inserirsi

Matteo Renzi ha incontrato oggi il presidente russo Vladimir Putin. Al di là delle dichiarazioni formali, copioni già scritti che si ripetono ad ogni incontro tra capi di Stato e di governo, Renzi è volato a Mosca per parlare di tre questioni principali: la crisi in Ucraina, quella libica e le sanzioni commerciali. Provvedimenti che hanno indebolito Mosca e colpito le esportazioni italiane.

Non bisogna però fare l’errore di considerare i tre temi singolarmente, perché sono collegati fortemente l’uno con l’altro. Partiamo dall’Ucraina. L’unica speranza di pace per il Paese è il trattato di Minsk, che sancisce un cessate il fuoco e un ritiro delle armi pesanti dalle zone contese. Renzi ha spinto molto perché Putin rispetti gli accordi, cosicché i rapporti tra Ue e Mosca si normalizzino. Uno scenario che permetterebbe di eliminare le sanzioni, gettando le basi per una normalizzazione dei rapporti commerciali.

Senza contare il nodo del gas. L’Italia dipende da Mosca per i suoi rifornimenti e una distensione della crisi ucraina assicurerebbe a Roma i rifornimenti necessari. Anche perché a Tripoli le cose vanno di male in peggio e Renzi ha paura che l’incendio libico si possa espandere al resto del Nord Africa, Algeria compresa (altro nostro fornitore).

Anche in questo scenario entra in gioco Mosca. Già, perché Putin ha relazioni strutturate in tutto il Medio Oriente, dalla Siria all’Egitto. In Libia, nello specifico, Putin riveste un ruolo chiave perché ha la facoltà di bloccare qualunque tipo di decisione dell’Onu, anche solo l’imposizione di una no-fly zone o di un blocco navale.

Ma il presidente russo ha anche rapporti molto stretti con l’Egitto, altro player locale importantissimo, con il quale ha degli accordi commerciali e il progetto per costruire una centrale nucleare. Rapporti che sono diventati ancora più stretti dopo la crisi tra Mosca e Bruxelles. Il Cremlino non solo si è avvicinato al Cairo, ma anche ad Ankara. In Turchia Putin ha intenzione di fare passare un gasdotto, il cosiddetto Turkish stream, per portare gas in Europa.

A beneficiarne sarebbe la Grecia, a cui Mosca ha offerto anche aiuti economici, e l’Italia, che vedrebbe così assicurate le sue forniture di gas. Nel Mediterraneo anche Cipro si giova dell’amicizia con Mosca, visto che gli oligarchi vicini a Putin hanno scelto ormai da anni Nicosia come luogo di destinazione delle loro fortune.

Così mentre il nord Europa è asserragliato su posizioni molto dure verso Mosca, il tentativo di Renzi è quello di cercare un dialogo con la Russia e mantenere gli ottimi rapporti che negli anni passati sono stati costruiti da Berlusconi e da Prodi.