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Russia, la crisi affossa le vendite di auto. E i grandi marchi abbandonano il Paese

Russia, la crisi affossa le vendite di auto. E i grandi marchi abbandonano il Paese
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La vendita di auto in russia è crollata e i grandi marchi fuggono dal paese. Ad iniziare la ritirata è stata la General Motors, con la chiusura di uno stabilimento a san Pietroburgo, seguita dalla coreana Ssangyong. E anche le altre…

General Motors, una delle maggiori multinazionali del settore automotive, ha annunciato la sua intenzione di chiudere l’impianto di San Pietroburgo e, dal dicembre 2015, di ritirare il marchio Opel dalla Russia, poco tempo fa uno dei mercati più promettenti in Europa, ma che ora ha registrato un drammatico crollo della domanda. I dati parlano chiaro, a febbraio c’è stato un crollo del 38 per cento delle immatricolazioni e le prospettive non sembrano rosee.

Il Cremlino si è detto dispiaciuto della decisione di General Motors di ridurre la sua presenza in Russia, anche perché, a suo dire, sarà la stessa casa automobilistica americana a rimetterci quando il mercato tornerà a crescere. “Possiamo esprimere dispiacere, ma allo stesso tempo non c’è mai un vuoto sul mercato, se una compagnia lascia, altre compagnie riempiono questo spazio e l’azienda purtroppo si mette in posizione di svantaggio per quando il mercato si riprenderà”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.

In settimana anche la quarta maggiore casa automobilistica sudcoreana, Ssangyong Motor, ha sospeso l’export verso la Russia, sullo sfondo del crollo della domanda in quello che era il suo più grande mercato estero.

La Ssangyong non ha intenzione di riprendere le esportazioni verso la Federazione, finché il rublo (che a dicembre ha vissuto un drammatico crollo su dollaro e euro) non si stabilizzerà. Intanto l’azienda ha intenzione di compensare con un incremento delle vendite in Europa e Cina. Il marchio sudcoreano non ha inviato veicoli in Russia né a gennaio, né a febbraio, dopo che l’anno scorso, il suo export era calato del 41% a 21.258 unità, dal picco record di 35.753 nel 2013, secondo dati della Korea Automobile Manufacturers Association.

La difficile situazione del mercato automotive è dovuta non solo dal deprezzamento del rublo, ma anche dalle nuove regole imposte ai produttori stranieri in Russia e agli importatori dopo l’ingresso del paese nel Wto.

“Il mercato auto in Russia sta vivendo un momento di crisi, ma rimane un mercato importante a livello europeo”, ha spiegato un portavoce di Fiat Chrysler Automobiles Fca in Russia. “Quello che stiamo osservando ora è un calo importante della domanda che sta vivendo l’auto, come anche in altri settori”, ha spiegato il rappresentante Fiat. Il portavoce ha poi ricordato i numeri con cui la casa automobilistica ha chiuso il 2014 in Russia, dove ha venduto 8.400 Jeep, quasi 2.000 Fiat e oltre 6.000 Fiat Professional.