Il Consiglio Ue ha esteso di altri sei mesi le sanzioni economiche contro la Russia, che resteranno in vigore fino al 31 luglio 2016. La decisione è stata presa dal comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) “dato che gli accordi di Minsk non verranno pienamente attuati entro il 31 dicembre” come previsto, spiega il Consiglio. Le sanzioni economiche dell’Ue erano state decretate il 31 luglio 2014 a seguito dell’annessione della Crimea.
Non si è fatta attedere la replica del Cremlino. L’Unione Europea farebbe meglio ad occuparsi di “terrorismo” piuttosto di pensare a rinnovare le sanzioni anti russe. Lo ha detto il ministero degli Esteri di Mosca, definendo il rinnovo delle misure un tentativo illogico di “punire” la Russia. Il “conflitto” ucraino “non è stato creato dalla Russia, ma dalle attuali autorità ucraine, che hanno tentato di schiacciare l’opposizione del Donbass, schierata contro il colpo di Stato di Stato illegale a Kiev nel febbraio 2104”, afferma il ministero in un comunicato.
Pagano (Ap), con sanzioni Italia Paese più penalizzato – “Senza entrare nel merito delle motivazioni politiche del rinnovo, sulle sanzioni alla Russia ci limitiamo a constatare i risvolti economici che dimostrano come si tratti di un colpo a salve per l’Europa e gli Usa, con la beffa che il Paese a essere maggiormente penalizzato e’ proprio l’Italia”. Lo dice il presidente dell’Unione interparlamentare Italia-Russia, Alessandro Pagano (Ap). “Come ha ricordato di recente Putin – aggiunge -, l’economia russa infatti sta uscendo dalla crisi. Se Obama pensava con queste sanzioni di affamare la Russia si e’ sbagliato di grosso. Tra l’altro – ha proseguito Pagano – abbiamo da una parte le multinazionali americane, inglesi e tedesche che continuano ad aggirare le sanzioni attraverso triangolazioni con i Paesi satelliti mettendo comunque nel commercio russo i propri prodotti; dall’altra parte gli altri Stati emergenti del Bric occupano gli spazi di mercato lasciati liberi dagli europei. Il commercio russo e’ stato inoltre preso di mira dal fenomeno ‘Italian sounding’, quindi da prodotti alimentari contraffatti spacciati falsamente per italiani”. “Senza considerare infine – conclude Pagano – l’exploit dell’industria e della produzione interna russa proprio in quei settori in cui e’ venuto a mancare il supporto dall’estero. A conti fatti, quindi, queste sanzioni: per la Russia si sono rivelate inutili, gli Usa continuano a perseguire la propria strategia geopolitica, la Germania fa la voce grossa ma poi vi fa affari come dimostra il gasdotto Nord Stream, mentre l’Italia dalle contro-sanzioni russe avra’ entro fine anno un crollo dell’export di almeno 2,5 miliardi. Sembra una barzelletta, purtroppo per noi non lo e’.

