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Salento, l’Ue: abbattete gli ulivi malati. La Via: interessi economici stranieri

Il batterio Xylella sta uccidendo migliaia di ulivi in Puglia. Bruxelles, sotto il pressing di Grecia e Francia, chiede l’abbattimento di un milione di piante per evitare il contagio. Ma secondo l’eurodeputato Giovanni La Via, contattato da Affaritaliani.it, ci sarebbero “interessi economici stranieri”

Onorevole La Via, come valuta la proposta della Commissione europea di tagliare gli ulivi infettati dal batterio Xylella?
“L’azione di eradicazione degli ulivi, proposta dalla Commissione e per fortuna non ancora approvata, mi sembra che sia eccessiva”.

Perché eccessiva?
“Perché non c’è ancora una evidenza scientifica che questa sia l’unica soluzione. Bisogna considerare che il batterio si insedia su piante deboli, in molti casi non più coltivate. Sarebbe opportuno accertare, prima di procedere con gli eradicamenti, se ci siano buone prassi culturali che possono impedire la diffusione della Xylella o il suo debellamento”.

C’è un pressing da parte di altri Stati per il taglio?
“Gli altri Paesi produttori di olio d’oliva sono preoccupati per la diffusione del batterio Xylella, ma il taglio delle piante non è detto che sia l’unica strada”.

Esistono degli interessi commerciali che spingono altri Stati a volere l’eradicamento?
“E’ ovvio che i paesi mediterranei sono competitors su prodotti come l’olio di oliva. Nel momento in cui un paese perde delle quote di mercato perché cala la sua produzione gli altri se ne avvantaggiano. Anche se non volessimo pensare male ci sono degli interessi economici in campo”.

 

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

 

I paesi europei che si sentono più vulnerabili all’espansione di Xylella, il batterio che provoca la morte degli ulivi nel Salento, spingono perché siano decise misure drastiche di contenimento, a partire dall’eradicazione di centinaia di migliaia di piante infette o sospette, ma l’Italia frena. Il risultato è il mancato accordo Ue sulle misure da prendere: difficilmente si riusciranno a decidere entro la fine di aprile. E’ quanto emerge dopo una riunione del Comitato permanente per la salute delle piante, che si è tenuta questa mattina a Bruxelles.

Il Comitato è formato dai rappresentanti dei 28 paesi Ue ed è presieduto da un funzionario della Commissione europea. Sono soprattutto Spagna, Francia e Grecia a voler evitare che il batterio arrivi sui loro ulivi: per questo, chiedono che sia stabilita un’ampia area di “contenimento” e che vengano eradicati gli ulivi, almeno un decimo dei circa 9 milioni presenti nell’area del Salento.

Inoltre, dovrebbe essere vietata la vendita e il movimento di piante se non accompagnate da una certificazione ufficiale. L’Italia si oppone dicendo che sono già in corso misure di contenimento sufficienti.

La situazione, sottolineano a Bruxelles fonti della Commissione, è peggiorata negli ultimi mesi. Un ulivo malato, hanno spiegato, può vivere ancora fra i 3 e i 5 anni. Essendo il batterio Xylella propagato da un insetto che lo trasporta, si diffonde più rapidamente a partire dai mesi primaverili. Se è vero che la capacità di volo dell’insetto è di poche decine di metri, è anche vero che può essere trasportato anche dall’uomo, dai suoi mezzi di trasporto e dagli animali.

E’ interesse di tutti, si fa notare a Bruxelles, quindi sia dell’Italia che dell’Ue, che si limiti al massimo la diffusione del batterio e per questo si stanno cercando i metodi più efficaci. “Non vogliamo che la distruzione del 10% degli ulivi sia fine a se stessa: l’obiettivo è la salvaguardia del restante 90%”, ha osservato un funzionario.

Per decidere le misure, la Commissione sta aspettando i risultati di una serie di test da parte dell’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, in particolare riguardo a quali altri tipi di piante possono essere colpite dal batterio. Quanto alle prove richieste dalle associazioni ambientaliste secondo cui prima di eradicare gli ulivi bisognerebbe provare a combattere un fungo che indebolisce le piante rendendole vulnerabili alla Xylella, secondo la Commissione i risultati dimostrano che in realtà avviene il contrario, ovvero il fungo interviene in un secondo momento.