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Schlein: “Il Pd segua l’esempio di Syriza: mense e ambulatori per i poveri”

Schlein: “Il Pd segua l’esempio di Syriza: mense e ambulatori per i poveri”
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Tsipras ha dato nuova forza al dibattito in Europa su debito e austerity. E nel Pd in molti chiedono di seguire l’esempio di Syriza sul tema delle disuguaglianze sociali. “In Italia c’è un problema di rappresentanza delle istanze di sinistra. Solo cambiando le politiche del governo faremo tornare le persone alle urne”. L’intervista di Affaritaliani.it all’eurodeputata del Pd Elly Schlein

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Onorevole Schlein, Alexis Tsipras e il ministro Varoufakis stanno incontrando in questi giorni i capi di Stato di mezza Europa. Bruxelles dovrebbe accogliere le richieste di Atene sulla rinegoziazione del debito?
“Non ci sono ancora delle richieste precise, credo che se ne parlerà al prossimo Consiglio europeo. È normale che Tsipras sia andato a farsi conoscere e credo che la sua vittoria debba aprire una discussione laica e franca sul tema del debito e dell’austerity. Il dogma del rigore, così come applicato in questi anni, ha solo aggravato la recessione. Renzi ha fatto bene ad aprire a Tsipras, anche se con cautela”.

Che effetto le ha fatto vedere Tsipras e Renzi uno vicino all’altro?
“Tsipras sta cercando una sponda negli altri Paesi che stanno pagando lo scotto della crisi. Renzi lo ha detto: ci accomuna la speranza per un corso diverso dell’Europa. Certo ci sarebbe da discutere sulle politiche che si stanno attuando in questo Paese, che scontano ancora una impostazione dogmatica”.

A quali politiche si riferisce?
“Tsipras stesso ha parlato di Renzi come di una personalità scissa. È il segretario di un partito che dovrebbe essere il perno del centrosinistra, che ha voglia di superare la politiche di austerity, ma che vara riforme, come il Jobs act, che vanno nella direzione opposta”.

Syriza ha qualcosa da insegnare al Pd?
“Questo bisogna vederlo, giudicheremo Tsipras sui risultati. Mi auguro però che la vittoria di Syriza acceleri il cambio di rotta che si delinea in Europa. L’operazione di quantitative easing della Bce ha aperto un primo spiraglio, come anche il piano Juncker che, seppur timidamente, è comunque un passo avanti”.

La vittoria di Syriza può portare ad un cambio della politica anche in Italia?
“A prescindere dalla vittoria di Tsipras, in Italia c’è un problema di rappresentanza delle istanze di sinistra. Ce l’ha dimostrato il risultato delle elezioni in Emilia Romagna, dove il 67% dei cittadini è rimasto a casa, in una regione dove l’affluenza è stata sempre molto alta”.

Serve un Pd più di sinistra per riportare gli elettori alle urne?
“Nel partito si deve parlare di povertà assoluta, di disuguaglianze, di lavoro, di sostegno al reddito. Se mettessimo queste questioni al centro del dibattito avremmo meno timore di quello che si può formare a sinistra. Su queste cose Syriza è avanti”.

Ci può fare qualche esempio?
“Syriza ha fatto della vicinanza agli ultimi il perno della sua politica. Hanno aperto ambulatori per chi non si può permettere di andare dal medico, mense per i poveri, collette alimentari e per i farmaci. Anche in Italia se ne sente la necessità. Abbiamo perso il contatto con la società. Una cambiamento di questo genere avvicinerebbe le persone alla politica e combatterebbe l’astensionismo e il populismo”.