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Sede di Strasburgo, 180 milioni sprecati. Il Parlamento Ue firma per il Single seat

Sede di Strasburgo, 180 milioni sprecati. Il Parlamento Ue firma per il Single seat
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Per una settimana al mese tutti gli eurodeputati si spostano da Bruxelles a Strasburgo per la seduta plenaria. Uno spreco da 180 milioni di euro l’anno. Il Parlamento ha chiesto di eliminare la seconda sede, ma la Francia si oppone. “Parigi capisca che è il simbolo degli sprechi Ue”, spiega ad Affaritaliani.it Patrizia Toia, capogruppo del Pd

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Per cinque giorni al mese tutti i parlamentari europei, con i rispettivi assistenti e i funzionari comunitari si spostano da Bruxelles a Strasburgo. Una transumanza che cosa ai contribuenti circa 180 milioni di euro all’anno.

È la cosiddetta ‘sessione plenaria‘, in cui tutti i deputati partecipano alle votazioni comuni dopo le riunioni all’interno delle commissioni e dei gruppi politici che si svolgono durante il resto del mese. “E’ uno spreco ed è anche scomodo per tutti”, spiega ad Affaritaliani.it Patrizia Toia, capogruppo Pd al Parlamento europeo. “Per questo abbiamo firmato una petizione per chiedere che quella di Bruxelles diventi la nostra unica sede”.

Per ora sono 241 gli eurodeputati che hanno appoggiato la relazione che chiede agli Stati membri di discutere la modifica del Trattato di Lisbona. Già durante la scorsa legislatura quasi l’80% aveva firmato un testo simile, ma ora gli eurodeputati sembrano più agguerriti.

“Siamo pronti anche a boicottare la sede di Strasburgo”, continua Patrizia Toia. “Stiamo cercando una base giuridica che ci renda liberi di decidere dove riunirci. A quel punto potremmo non presentarci più a Strasburgo senza rischiare di diventare assenteisti”.

La doppia sede ha ragioni storiche. Dopo due guerre mondiali Francia e Germania scelsero Strasburgo come sede ufficiale del Parlamento europeo. Un modo per sancire l’inizio di un periodo di pace. La scelta ricadde sul piccolo paese dell’Alsazia perché dista una manciata di chilometri dal confine tedesco.

“La Francia si oppone a perdere la sede di questa istituzione, ma i governi trovino una soluzione”, continua la capogruppo Pd. “Possiamo pensare di installarvi un museo dell’Europa, oppure una Università internazionale o la sede di qualche nuovo organismo. Anche i francesi devono capire che la città è diventata il simbolo delle inefficienze europee”.

Ma quali sono i costi della doppia sede? Alcune stime parlano di 180 milioni l’anno di costi di gestione. Prima della costruzione del nuovo edificio (600 milioni di euro), il parlamento versava 80 milioni di affitti al comune di Strasburgo, che guadagna circa 20 milioni di euro dalle Plenarie. I costi degli hotel infatti si alzano del 150%, mentre ristoranti, bar e taxi si riempiono.

Tutto questo senza contare il danno ambientale, visto che diversi camion devono portare materiali e dossier percorrendo un migliaio di chilometri al mese. Si calcola che vengano immesse in atmosfera 19 mila tonnellate di Co2 l’anno, da aggiungere a quelle emesse dagli aerei che devono raggiungere il piccolo aeroporto di Strasburgo, a volte con diversi scali. E infine la climatizzazione, visto che la sede viene raffreddata d’estate e riscaldata d’inverno, anche se è vuota per 317 giorni l’anno.