“E’ tempo di rimboccarci le maniche e di metterci al lavoro“. Con questo impegno il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha salutato l’inizio del mandato del suo esecutivo che terminerà il 31 ottobre 2019. E’ la prima volta che la Commissione europea si insedia nei tempi previsti da quando nel 1994 è stato introdotto il voto di conferma del Parlamento europeo.
“Le sfide dell’Europa non possono attendere”, ha avvertito Juncker, “da oggi io e la mia squadra lavoreremo duro per consegnare all’Europa quella nuova partenza che abbiamo promesso. Insieme a una squadra forte ed esperta conto di portare risultati per l’Europa nei prossimi cinque anni”. L’ex premiere lussemburghese dovrà mantenere l’impegno a combattere la disoccupazione, a partire dal piano di investimenti da 300 milioni atteso entro Natale, e fronteggiare sfide come il conflitto in Ucraina e l’epidemia di ebola.
Un augurio alla nuova Commissione europea e in particolare alla “amica” Federica Mogherini è stato espresso dal segretario di Stato americano, John Kerry, nel giorno dell’insediamento dell’esecutivo. In un comunicato, il capo della diplomazia Usa ha espresso “la volontà di collaborare” con la nuova squadra comunitaria, operando “insieme” per “preservare un’Europa integra, libera e in pace”.
Juncker, ha osservato Kerry, “ha riunito un qualificato gruppo di leader europei per la sua nuova Commissione, compresi vecchi amici miei come il nuovo Alto rappresentante per la polotica estera, Federica Mogherini”. “Le questioni da affrontare sono cambiate negli anni”, ha aggiunto il segretario di Stato, “ma abbiamo mantenuto fermi i nostri impegni di fondo, oggi dobbiamo far fronte a minacce gravi alla pace e alla stabilità come l’epidemia di ebola, l’Isis in Medio Oriente e le azioni della Russia in Ucraina”.

