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Attentato alla sinagoga, condanna dell’Ue. La Mogherini prova a mediare

Attentato alla sinagoga, condanna dell’Ue. La Mogherini prova a mediare
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Federica Mogherini aveva scelto Israele come destinazione del suo primo viaggio ufficiale da Lady Pesc. Ma gli attentati alla sinagoga rischiano di rendere inutile i suoi tentativi di mediazione

“Quello che serve non è solo il riconoscimento, ma la costruzione dello stato palestinese che possa vivere vicino a quello israeliano in pace e sicurezza”. Con queste parole Federica Mogherini aveva risposto ai giornalisti appena poche ora prima che due palestinesi uccidessero quattro ebrei ortodossi in una sinagoga di Gerusalemme.

Un omicidio che rischia di rendere vani i tentativi dell’ex ministro degli esteri di riaprire un dialogo tra le due parti. La condanna del mondo occidentale è stata unanime, ma il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha detto che “reagiremo duramente” e ha accusato il presidente palestinese Abu Mazen, e Hamas, di essere responsabili dell’attacco, “conseguenza diretta del loro incitamento, un incitamento che la comunità internazionale ha irresponsabilmente ignorato“.

Netanyahu si riferisce alle decisioni di Inghilterra e Svezia di riconoscere lo Stato palestinese. Una decisione che presto dovrà prendere anche il parlamento di Parigi. Insomma, lo scenario Mediorientale si rivela per quello che è, una intricata matassa di alleanze e odi, rancori e amicizie. Un rebus su cui ha gettato la spugna persino Barack Obama e su cui anche la Mogherini rischia di cadere.