Il Collegio dei commissari (una sorta di Consiglio dei ministri europeo) che dovrà giudicare le leggi di stabilità degli Stati membri è stato convocato per venerdì. Inizialmente si era pensato che Juncker volesse chiudere il dossier martedì, dopo la visita di Papa Francesco al Parlamento europeo. Ma l’agenda fitta e alcuni nodi sulla situazione della Francia hanno fatto propendere il Presidente a rimandare di qualche giorno, stando comunque nel limite del 30 novembre imposto dai Trattati.
L’Italia non dovrebbe avere problemi sul fronte finanziario, tutti gli occhi sono puntati però sulla Francia, che quest’anno sforerà il tetto del 3% del deficit. Sembra che alcuni governi, quello tedesco in primis, vogliano chiedere a Parigi uno sforzo aggiuntivo. Emblematica è stata l’intervista rilasciata a Les Echos, dal commissario Gunther Oettinger, vicinissimo alla Merkel, che ha chiesto che non si estenda “la scadenza sul rientro del deficit francese senza chiedere al Governo chiari e concreti impegni”.
Secondo la maggior parte degli analisti l’Italia non dovrebbe avere grosse sorprese. A pesare è sicuramente il debito pubblico eccessivo, oltre il 135% del Pil. Roma può rischiare in ogni momento l’apertura di una procedura di infrazione, ma la Commissione propende per darci più tempo, almeno per vedere se le riforme promesse dal governo Renzi, e inviate in un cronoprogramma a Bruxelles, verranno effettivamente implementate.
C’è poi la questione del deficit strutturale. Inizialmente l’Italia voleva ridurlo dello 0,1%, ma dopo le rimostranze della Commissione Renzi ha deciso di portare il taglio allo 0,3%. Una cifra più alta ma comunque lontana dallo 0,5% chiesto dalle regole Ue. L’Europa potrebbe rimandare indietro la Finanziaria per questo? Forse, ma nel caso dovrebbe mettere in mora anche la Francia.
Parigi si trova in una situazione peggiore della nostra. Ha sì un debito pubblico più basso del nostro, al 96,6%, ma quest’anno sforerà pesantemente il limite del 3% del deficit imposto dal Patto di Stabilità. Inoltre il governo Hollande non gode di buona salute e non ha dimostrato di essere determinato a fare le riforme chieste dall’Europa.

