La crisi del 2008 e poi quella del 2011 hanno colpito duramente il settore finanziario spagnolo. Migliaia di famiglie che avevano acceso un mutuo sono divenute insolventi e le banche di risparmio regionali, per tagliare i costi, hanno dovuto unirsi, chiudere o essere nazionalizzate.
Tra il 2009 e il 2013 il 24 per cento degli sportelli bancari sono stati chiusi. Un dato che rappresenta il 52 per cento dell’intera Eurozona. Gli investitori e gli analisti tuttavia affermano i provvedimenti non sono ancora sufficienti. La Spagna continua avere il più alto numero di sportelli per abitante, e si piazza appena dietro a Cipro.
Uno degli effetti di questa ondata di chiusure è che molti piccoli paesi rurali o di montagna sono rimasti senza sportelli. Non un problema per chi ha la macchina o per i giovani che utilizzano gli smartphone per i pagamenti. Ma è un serio problema per i molti pensionati che per ritirare la pensione devono fare chilometri.
Per risolvere questo inconveniente in alcuni paesini sono arrivati degli autobus che funzionano da banche mobili. Bankia, uno dei più grandi istituti di credito del Paese, ha lanciato un servizio di autobus con all’interno sportelli e personale, un luogo in cui le persone possono prelevare, versare denaro e fare altre operazioni.
