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Affari Europei
Svalutazione del 50% e iperinflazione. Ecco cosa succede se Atene esce dall'euro

Se dovessero fallire i negoziati di Bruxelles, l'ipotesi di una Grexit si fa più vicina. I trattati europei non prevedono la possibilità di uscire dall'Eurozona, neanche la ipotizzano, mentre l'articolo 50 del Trattato di Lisbona prevede l'uscita concordata dall'Unione europea. In pratica non si può lasciare l'Eurozona senza uscire dall'Ue.

In teoria però uno Stato membro può chiedere di abbandonare l'euro senza uscire dall'Unione europea, anche se non esistono modalità certe per lasciare l'Eurozona. Atene ha dunque la possibilità di uscire dall'Ue e, seppure in modo piuttosto tortuoso, di abbandonare l'euro, tornando alla moneta nazionale.

Gli analisti hanno stimato che resuscitare la dracma determinerebbe una svalutazione tra il 40% e il 50% solo nel primo anno. Atene uscirebbe anche dal mercato unico europeo e dovrebbe ricostruire nuove relazioni commerciali con il resto del mondo, rischiando di rimanere isolata.

La Grecia non e' un Paese ricco, non ha materie prime: il contraccolpo sulla sua economia e sui livelli di vita della popolazione sarebbe dunque durissimo. L'inflazione potrebbe salire rapidamente a due cifre. Il potere d'acquisto dei cittadini greci verrebbe schiantato, la povertà aumenterebbe.

La Grecia e' solo un piccolo ingranaggio dell'area euro, non certo un perno centrale. Il suo Pil pesa solo il 3% in Europa, eppure, in caso di uscita dall'euro o anche di default, l'effetto domino sui mercati, il cosiddetto contagio, seppure limitato, potrebbe avere riflessi rilevanti. Il timore principale e' che la sfiducia generata sui mercati e il venir meno del dogma dell'indissolubilità dell'euro, possa mettere in difficolta' pezzi piu' grossi dell'ingranaggio dell'Eurozona, in particolare la Spagna, l'Italia e perfino la Francia.

Il ministro greco dell'Economia, Yanis Varoufakis ha definito nelle scorse settimane "catastrofica" l'eventualita' di una Grexit, considerandola l'inzio della fine dell'euro. In pratica, la Grexit rappresenterebbe un forte incentivo per la speculazione a scommettere sul fatto che l'euro non e' un vero progetto politico ma solo un'unione di cambi fissi tra i Paesi membri. La 'Grexit' avrebbe anche una conseguenza immediata sullo spread tra Btp e Bund, che attualmente e' a livello di sicurezza intorno a quota 120-130 punti, facendolo innalzare intorno a quota 300 o anche più.

Inevitabilmente anche il rendimento dei Btp, che ora e' sotto il 2%, s'impennerebbe, facendo lievitare i costi di finanziamento del nostro Paese e dunque frenando la ripresa economica e facendo salire il debito. Il Qe della Bce e' uno scudo in questo senso e la credibilita' dell'Italia e' aumentata in questi ultimi 2-3 anni, ma il contraccolpo sarebbe comunque consistente e sicuramente costoso.

Inevitabile anche una coda negativa in borsa, dove in particolare i titoli bancari subirebbero riflessi negativi. Soffrirebbero in particolare gli istituti piu' esposti con la Grecia. In questo senso al primo posto c'e' la Germania esposta per oltre 31 miliardi di dollari, segue la Francia con 21 miliardi, il Regno Unito con 15 miliardi, la Svizzera con oltre 4 miliardi. E l'Italia? Secondo i dati Bri rilasciati all'inizio dell'anno, le banche italiane hanno un'esposizione molto bassa, poco sopra quota zero, ma in compenso sono imbottite di bond governativi, che inevitabilmente subirebbero un contraccolpo negativo.

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