Passato il grande spavento per una possibile fuoriuscita della Scozia dalla Gran Bretagna, il governo di Edimburgo ha approvato un pacchetto di riforme per chiedere maggiore autonomia da Londra. Era stato infatti il primo ministro David Cameron, prima del fatidico voto di settembre, ad aver promesso agli scozzesi che in caso di vittoria dei no all’indipendenza, Londra avrebbe concesso una maggiore autonomia alla regione del nord.
Inutile dire che la promessa del primo ministro influì molto nel dibattito pre-voto e molti scozzesi preferirono la via della moderazione, scegliendo di rimanere nel Regno Unito, in cambio di maggiore autonomia, soprattutto dal punto di vista fiscale.
E infatti la Commissione Smith che si è riunita per stilare le nuove norme ha proposto che ad Edimburgo rimangano la maggior parte delle tasse pagate dagli scozzesi. Il governo locale avrà anche maggiore autonomia per definire aliquote e sgravi. Per i ragazzi di 16 anni sarà introdotto il diritto di voto e ci sarà maggiore autonomia nella gestione dei Tribunali del Lavoro.
La Scozia ha anche chiesto maggiore peso nei negoziati con l’Unione europea. Un ministro scozzese potrà infatti parlare a nome dell’intera Gran Bretagna in Consiglio, ma solamente nel caso in cui si stiano discutendo dei provvedimenti che abbiano in Scozia l’impatto maggiore.
Cameron ha accolto con favore il pacchetto di norme preparate da Edimburgo e ha promesso di portare la bozza di legge in Parlamento entro gennaio e di ottenere la sua approvazione nella prossima legislatura, dopo le elezioni di maggio.
