Di Tommaso Cinquemani
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Onorevole Toia, oggi il Parlamento europeo ha approvato un pacchetto di norme nel settore delle telecomunicazioni, di che cosa si tratta?
“L’Europarlamento ha modificato e approvato una proposta della Commissione che porterà all’eliminazione progressiva delle spese di roaming. Oggi i cittadini europei quando si spostano per lavoro o in vacanza oltre i confini nazionali hanno dei costi esorbitanti quando si tratta di chiamare o navigare su internet. A partire dal 15 dicembre 2015 potremo usare il cellulare da qualunque paese europeo come se fossimo a casa”.
Perché avete deciso di fissare come data il 15 dicembre del 2015 e non avete piuttosto fatto partire immediatamente questa legge?
“Era necessario dare alle aziende di telecomunicazioni un lasso di tempo per adeguarsi alla nuova normativa. Inoltre queste società hanno fatto programmi, anche di investimento, tenendo conto dei ricavi provenienti dal roaming che non possono essere eliminati da un giorno all’altro”.
Le compagnie telefoniche si sono opposte a questo provvedimento?
“Sì, si sono opposte e hanno giustificato la loro posizione con la sussistenza di costi aggiuntivi quando si fanno chiamate da un Paese all’altro. Noi, come Parlamento, e la Commissione però siamo giunti alla conclusione che non ci sono dei costi tecnici che giustifichino rincari che arrivano al mille per cento. Mandare una mail da Nizza a Ventimiglia costa decine di volte di più che mandarla dalla città ligure a Palermo, nonostante le distanze geografiche siano molto minori nel primo caso. E’ inconcepibile in un mercato che dovrebbe essere unico”.
Appunto, il mercato unico. Quello delle telecomunicazioni lo è?
“Sulla carta lo è, in pratica no. Ci sono una serie di ostacoli burocratici e autorizzazioni che impediscono alle compagnie di offrire i propri servizi in un Paese estero. Con la nuova normativa invece un operatore italiano potrà entrare nel mercato polacco con una singola autorizzazione che varrà per tutta l’Unione europea”.
Quali conseguenze avrà questa riforma per i consumatori e per la nostra economia?
“Prima di tutto ci sarà un aumento della concorrenza e questo porterà ad una maggiore offerta di servizi e ad un minore costo. In secondo luogo si formerà un vero mercato unico di 500 milioni di consumatori che permetterà alle aziende di crescere e innovare, dando un impulso all’economia europea che come sappiamo non vanta una salute ferrea. Non solo una economia più connessa cresce più velocemente, ma lo stesso settore delle Tlc riceverà un impulso che porterà alla creazione di migliaia di posti di lavoro, soprattutto tra i più giovani. Secondo una stima della Commissione europea un mercato unico delle telecomunicazioni porterebbe ad una crescita costante del Pil dell’uno per cento l’anno”
Oggi si è votato anche a favore della neutralità della Rete, di che cosa si tratta?
“Oggi i consumatori non godono di un accesso completamente libero alla Rete. Gli internet provider hanno la facoltà di bloccare o ‘strozzare’ alcuni servizi. L’idea che noi abbiamo voluto ribadire è che tutti i dati che viaggiano in Rete devono essere trattati in maniera uguale dagli operatori. Nessuna compagnia ad esempio può impedire ad un consumatore di usare Skype o Youtube”.
