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Terrorismo, il commissario Ue de Kerchove: “Sviluppare l’Europol”

Terrorismo, il commissario Ue de Kerchove: “Sviluppare l’Europol”
parigi
Il commissario Ue all’antiterrorismo Gilles de Kerchove: “Bisogna sviluppare in fretta i poteri dell’Europol, le informazioni vengono scambiate troppo lentamente. Più controllo sul web”

Il terrorismo e’ un problema serio per l’Unione Europea in quanto pone almeno “tre sfide da affrontare”. Quando si ha a che fare col terrorismo “dobbiamo dimostrare collettivamente che sappiamo garantire sicurezza ai nostri cittadini, dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere intatta la liberta’ di circolazione alla base di Schengen, e dobbiamo evitare ogni forma di legame tra terrorismo e migrazione”. Lo ha detto il coordinatore dell’Unione europea per la lotta al terrorismo, Gilles de Kerchove, in audizione in Commissione Liberta’ civili del Parlamento europeo. Gli ultimi attacchi, “non solo quelli di Parigi, ma pure quelli a Beirut, Tunisi e in Turchia”, suggeriscono che per rispondere alle sfide poste dalla minaccia terroristica occorre “lavorare in tre direzioni”, ha spiegato de Kerchove. Occorre “una risposta repressiva, un’azione preventiva, e un’azione esterna”. L’Unione europea, ha ricordato, sta lavorando su tutti e tre i fronti.

“Per rispondere in modo adeguato alle minacce terroristiche occorre ripensare il mandato e le competenze di Europol, l’Agenzia anti-crimine dell’Unione Europea” ha poi detto de Kerchove, in audizione. “Europol e’ la piattaforma che vogliamo sviluppare in futuro, perche’ sono in grado di fornire tutta una serie di servizi e operazioni” utili alla gestione del fenomeno terroristico. In particolare, ha spiegato, Europol puo’ fornire un contributo con “la sua unita’ informatica e di monitoraggio internet, e l’utilizzo del Tftp”, il protocollo di trasferimento dei dati utile per favorire lo scambio di informazioni tra organismi e Stati membri, cosa che finora “non sta avvenendo in modo sufficientemente veloce”. Quanto allo scambio di informazioni e dati, de Kerchove ha chiesto alla presidenza olandese del Consiglio Ue, in carica dall’1 gennaio, di “lavorare con le compagnie internet e il governo degli Stati Uniti”, visto che attualmente molti dei dati informatici “sono contenuti in ‘clouds’ che si trovano negli Stati Uniti”.