Rivoluzione per i lavoratori distaccati. Bruxelles ha messo a punto le nuove regole in materia per evitare dumping e abusi dei datori di lavoro. Il pacchetto è stato presentato dalla Commissione Europea con la ferma intenzione di impedire la concorrenza sleale tra le imprese nei 28.
La più importante innovazione è l’azzeramento delle differenze negli stipendi tra lavoratori locali e distaccati. Sostanzialmente, se un’azienda invia un proprio dipendente a lavorare in un altro Paese Ue dovrà pagarlo seguendo le regole del Paese nel quale lo invia.
L’obiettivo è che non ci siano differenze nella remunerazione per compiere uno stesso lavoro tra lavoratori locali e distaccati, dato che al momento ci sono casi in cui vi è uno scarto che può arrivare sino al 50%. La revisione della direttiva Ue del 1996 si è resa necessaria con l’espandersi del mercato interno Ue e, di fatto, il 45% in più dei lavoratori distaccati negli ultimi cinque anni.
La nuova proposta prevede non solo l’applicazione delle tariffe minime salariali ma dell’intera retribuzione come stabilita dalla legge o da contratti collettivi, che comprende anche ferie, malattia, indennità, anzianità, bonus e così via. Inoltre queste regole dovranno essere applicate a tutti i settori dell’economia, non come ora al solo settore delle costruzioni.
Sono comunque critici i sindacati. Per il segretario generale dei sindacati europei dell’Etuc Luca Visentin “la proposta di Bruxelles non è soddisfacente” in quanto non include il diritto dei sindacati di negoziare collettivamente per i lavoratori distaccati e non rende le imprese contraenti responsabili in solido con i subcontraenti per il rispetto delle condizioni di lavoro.
“La mobilità dei lavoratori non può essere occasione di dumping tra i paesi”, ha affermato invece la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, spiegando che le nuove regole proposte dalla Commissione europea sui lavoratori distaccati e’ il risultato di un’inziativa del sindacato europeo. Intervistata al termine dell’ incontro con le associazioni dell’artigianato sul nuovo modello contrattuale, Camusso ha sostenuto che l’Europa “ha progressivamente abbandonato il versante della tutela universale del lavoro”. La richiesta dei sindacati non è “salario uguale per tutti ma che sia evitata la corsa al ribasso”: “quelle modalita’ di concorrenza – ha concluso – sono dumping, non altro”.
