Italia “eleggibile” per la clausola delle riforme richiesta per il 2016, ma a condizione che “attui adeguatamente le riforme concordate che saranno monitorate dall’Ue e che prenda le misure necessarie per compensare l’impatto della decisione della Consulta sulle pensioni“. Ecco il succo delle raccomandazioni della Commissione europea all’Italia.
Secondo la bozza già resa nota, infatti, l’Italia passerà l’esame sui conti pubblici ma la soluzione al problema pensioni verrà monitorata da vicino assieme all’attuazione delle riforme annunciate. Il nodo fondamentale, inutile dirlo, è proprio quello delle pensioni. Il governo italiano deve “compensare appropriatamente” il forte impatto della sentenza della Consulta e deve approntare misure in grado di “assicurare che l’Italia resti nel braccio preventivo del Patto, che sia rispettato il margine di sicurezza sul deficit, che l’obiettivo di medio termine sia raggiunto in 4 anni”.
Non è tutto. Bruxelles chiede all’Italia anche misure sugli istituti di credito. La richiesta è quella di “introdurre entro fine 2015 misure vincolanti per affrontare le restanti debolezze nella governance delle banche, in particolare le fondazioni, e prendere misure per accelerare la riduzione dei crediti deteriorati”. La Commissione sottolinea anche i “passi limitati” ottenuti “verso un miglioramento duraturo dell’efficienza della spesa pubblica, e la spending review non è ancora parte dell’esercizio a lungo termine”.
Chiaramente l’Italia e i suoi conti restano sotto stretta osservazione, anche perché prima di dare giudizi definitivi sull’andamento del debito pubblico italiano la Commissione vuole aspettare di capire l’impatto sui conti del 2016 della sentenza della Consulta sulle pensioni. Sul debito dunque Bruxelles rinvia il giudizio a un nuovo rapporto da preparare “in una fase successiva” per avere un quadro più preciso dell’impatto sul debito.

