Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Ue, l’economia russa cola a picco. E la Merkel porge una mano a Mosca

Ue, l’economia russa cola a picco. E la Merkel porge una mano a Mosca

Ue, l’economia russa cola a picco. E la Merkel porge una mano a Mosca
putin 500 (2)
Stagnazione per i prossimi tre anni, inflazione all’8% e fuga di capitali. L’economia russa annaspa sotto il peso delle sanzioni Ue. Ma la Merkel prova a riallacciare i rapporti con Mosca. L’analisi

Forse neppure Vladimir Putin avrebbe pensato che le sanzioni di Europa e Stati Uniti avrebbero penalizzato così tanto il suo Paese. Le ultime stime della Banca centrale parlano chiaro: quest’anno il Pil crescerà dello 0,3%, sarà inchiodato allo zero nel 2015 per poi tornare a crescere nel 2016 dello 0,1% e nel 2017 dell’1,3%.

Troppo per un Paese che deve ancora svilupparsi. Troppo con una inflazione all’otto per cento. Troppo per un rublo che perde valore sui mercati internazionali. Troppo soprattutto per un mercato energetico mondiale da fame. I prezzi di gas e petrolio sono crollati rispetto alle vacche grasse di un paio di anni fa, quando il Brent veniva venduto a 100 dollari al barile (oggi siamo sugli 80).

Le sanzioni europee e statunitensi hanno colpito duro anche l’afflusso di investimenti esteri. La bilancia si è invertita e ora dalla Federazione sono fuggiti 128 miliardi di dollari. Una vera emorragia che neppure il gigante statale dell’energia Gazprom può compensare.

La Merkel non aspettava altro per tendere la mano a Mosca. “Non sono previste nuove sanzioni”, ha rassicurato la Cancelliera tedesca che però ha messo subito in chiaro una cosa: la priorità è quella di assicurare il mantenimento di un reale cessate il fuoco nel Donbass. Merkel ha denunciato che “una parte significativa degli accordi di Minsk non è ancora stata attuata”. Insomma, dopo aver fatto la voce grossa e colpito duro, Berlino ora apre al dialogo con Mosca, ma prima in Ucraina dovranno tacere le armi.