Gli Stati europei avranno più tempo per saldare i debiti con l’Unione europea. La Commissione ha infatti proposto un emendamento che introduce dei cambiamenti alle regole di contribuzione al budget comunitario ed estende la scadenza per i pagamenti al primo settembre dell’anno successivo (oggi la scadenza è il primo dicembre).
Se la proposta dovesse essere accolta dal Consiglio, Gran Bretagna e Italia avrebbero quasi un anno di tempo per versare rispettivamente 2,12 miliardi e 340 milioni di euro. Soldi che invece sarebbero dovuti arrivare a Bruxelles entro quindici giorni. La modifica alle norme si è resa necessaria dopo che la Commissione europea, come ogni anno, ha riconteggiato il contributo che ogni Stato deve versare all’Ue sulla base del Pil. Prodotto interno lordo il cui metodo di calcolo era però stato modificato proprio quest’anno e che aveva portato alcuni Stati a trovarsi in forte debito con Bruxelles.
Nel 2014 ci si è trovati davanti ad un inusuale livello di pagamenti addizionali, circa 9,5 miliardi di euro. Una cifra eccezionale, dicono dalla Commissione, che solitamente è ben più bassa e non richiede dilazioni. Infatti questa nuova regola interviene solo quando uno Stato membro ha pendente una somma maggiore del doppio del suo normale pagamento mensile. La dilazione non comporta interessi, ma lo Stato dovrà indicare una tabella precisa dei pagamenti, pena multe salate.
“La Commissione ha agito rapidamente per evitare di imporre questo tipo di onere alle tesorerie nazionali”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione, Kristalina Georgieva. “Abbiamo introdotto dei principi di flessibilità, ma le regole devono rimanere precise al fine di salvaguardare la solidità finanziaria dell’Ue. Un valore importante per i nostri cittadini, le imprese, le università, gli agricoltori e gli altri soggetti in tutta l’Ue” .
